La difesa del Made in Italy alimentare dalle contraffazioni e la crescente carenza di manodopera qualificata sono le due grandi sfide che oggi affrontano le imprese dell’artigianato del cibo e della ristorazione.
È il quadro emerso dal convegno “Intelligenza artigiana a tavola”, promosso da Confartigianato nella Sala della Regina della Camera dei Deputati per valorizzare il ruolo economico e culturale dell’artigianato alimentare e discutere le criticità che interessano il settore.
Relatori ed ospiti
L’incontro, moderato dal giornalista del Tg1 Gianpiero Scarpati, è stato aperto dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. Al confronto hanno partecipato il presidente di Confartigianato Marco Granelli, il presidente di Confartigianato Alimentazione Cristiano Gaggion, la deputata Arianna Lazzarini e il presidente di Engim Padre Antonio Teodoro Lucente. In sala imprenditori del settore alimentare aderenti alla Confederazione, rappresentanti dell’organizzazione, parlamentari e studenti delle scuole di formazione Engim.
Danni da contraffazione
Tra le priorità emerse nel dibattito c’è la tutela del patrimonio agroalimentare italiano dalla diffusione di prodotti contraffatti o imitazioni che sfruttano nomi e richiami all’Italia sui mercati internazionali. Un fenomeno che, oltre a sottrarre quote di mercato alle imprese italiane, rischia di compromettere l’immagine di qualità costruita nel tempo dal Made in Italy. Nel suo intervento, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato come la cucina italiana rappresenti “un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale”, e un elemento centrale dell’identità culturale ed economica del Paese.
Gran parte di questo patrimonio – ha sottolineato – nasce dal lavoro degli artigiani del cibo, custodi di tradizioni produttive e ricette tramandate nel tempo. Fontana ha evidenziato anche il ruolo decisivo delle piccole e medie imprese nel sostegno alla crescita dell’export agroalimentare, che negli ultimi anni ha raggiunto livelli record, ma che necessita di politiche di sostegno capaci di rafforzare la competitività e contrastare con maggiore efficacia le contraffazioni sui mercati esteri.
Export trainante
Secondo i dati illustrati dal presidente di Confartigianato Alimentazione Cristiano Gaggion, in Italia operano 64.365 imprese artigiane dell’alimentare, delle bevande e della ristorazione, che occupano 248.672 addetti, costituendo uno dei pilastri del sistema produttivo del food Made in Italy.
Settore in crescita
Il comparto continua a crescere anche sui mercati internazionali: nel 2025 l’export alimentare italiano ha registrato un aumento del 4,3%. Un risultato sostenuto da un patrimonio unico di qualità certificata: l’Italia conta 330 prodotti agroalimentari Dop, Igp e Stg, 530 vini di qualità riconosciuti a livello europeo e 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali.“Questi dati”, ha sottolineato Gaggion, “ dimostrano come il sistema agroalimentare italiano, grazie all’eccellenza e alla biodiversità produttiva espressa dalle imprese artigiane, rappresenti un modello di economia “glocal”, capace di competere sui mercati internazionali mantenendo un forte legame con i territori e con le tradizioni produttive”.
Personale cercasi
Accanto alle opportunità di crescita emerge però una criticità sempre più evidente: la difficoltà delle imprese nel trovare lavoratori qualificati. Secondo il rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato, nel 2025 le imprese del settore alimentare e delle bevande hanno richiesto 176.450 lavoratori, ma 68.160 figure professionali sono risultate difficili da reperire.
La crisi della manodopera
Le maggiori difficoltà riguardano proprio i mestieri tipici dell’artigianato alimentare. Su 28.610 lavoratori richiesti tra panettieri, pastai, pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali, 16.010 – pari al 56% – sono irreperibili. Solo tra panettieri e pastai mancano 9.820 addetti, oltre due terzi delle figure richieste. Una carenza che si riflette non solo sui laboratori artigiani ma anche sull’intero sistema della ristorazione e delle attività collegate, sempre più in difficoltà nel reperire personale specializzato.
Formazione e giovani
Per il presidente Gaggion diventa quindi strategico rafforzare i percorsi di formazione professionale e creare un collegamento più stretto tra scuole e imprese, per avvicinare i giovani ai mestieri del food artigiano.“Servono politiche che valorizzino queste professioni”, ha infine osservato Gaggion, “perché offrono opportunità di lavoro concrete e prospettive di crescita, oltre a custodire un patrimonio di competenze che rappresenta una parte essenziale dell’identità produttiva e culturale dell’Italia”.
Degustazione in Parlamento
Al termine del convegno, gli imprenditori alimentari di Confartigianato hanno offerto ai parlamentari una degustazione delle eccellenze gastronomiche dei territori italiani, simbolo della tradizione artigiana che continua a rappresentare uno dei punti di forza del Made in Italy nel mondo.





