Mentre il cardinale Matteo Zuppi, intervenendo ad Assisi, invitava la comunità internazionale a costruire “un tavolo di dialogo che sia tale” per finire la “guerra fratricida” in Ucraina, nuovi bombardamenti russi hanno colpito la regione ucraina di Zaporizhzhia causando almeno tredici feriti, tra cui due bambini. Gli attacchi hanno interessato la città e il vicino villaggio di Rozumivka, danneggiando abitazioni, automobili e infrastrutture. Il governatore Ivan Fedorov ha riferito che tra i feriti ci sono un ragazzo di undici anni e una ragazza di dodici.Nelle stesse ore un drone russo caduto nel distretto di Koryukivka, nella regione di Chernihiv, ha ucciso una ragazza di sedici anni. I genitori sono rimasti feriti e un incendio ha distrutto parte dell’abitazione e di una struttura agricola. Sul fronte opposto Kiev rivendica attacchi contro infrastrutture energetiche russe. Secondo fonti dei servizi di sicurezza ucraini un drone ha colpito la stazione di pompaggio petrolifera di Tikhoretsk, nella regione russa di Krasnodar, provocando un vasto incendio in uno dei principali hub energetici del sud della Russia.
Zelensky: non togliere le sanzioni
Sul piano politico il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la necessità di mantenere la pressione economica su Mosca. “L’Europa, gli Stati Uniti e il mondo civile hanno imposto sanzioni alla Russia per la sua aggressione”, ha dichiarato. “Se queste sanzioni verranno revocate significherà riconoscere la legittimità di questa aggressione”. La posizione di Kiev è sostenuta da diversi leader europei. Il presidente francese Emmanuel Macron ha spiegato che il G7 ha deciso di mantenere le misure restrittive contro Mosca, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito che “non è il momento di allentarle”. Resta però aperta a Bruxelles la questione del rinnovo delle sanzioni individuali contro circa 2.700 persone ed entità russe. Gli ambasciatori dei paesi membri non hanno trovato un accordo nel Coreper anche per le riserve espresse dalla Slovacchia di Robert Fico.
Mosca respinge le pressioni occidentali
Dal Cremlino il portavoce Dmitry Peskov ha definito “assurda l’idea di mettere pressione sulla Russia per la pace”, accusando le capitali europee di non voler cercare una soluzione diplomatica. Secondo Peskov Kiev continuerebbe a “ostacolare il processo di pace”, mentre Mosca afferma di restare “aperta alla ricerca di una soluzione”. Proseguono intanto contatti informali tra Mosca e Washington. L’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev ha incontrato in Florida una delegazione statunitense guidata da Steve Witkoff, con la partecipazione anche di Jared Kushner. Dmitriev ha parlato di un incontro “produttivo” e ha sostenuto che gli Stati Uniti stanno iniziando a comprendere “la natura distruttiva delle sanzioni contro la Russia”.
Tensioni tra Kiev e Budapest
Le tensioni tra Ucraina e Ungheria restano alte sul fronte energetico. Budapest accusa Kiev di attacchi contro infrastrutture legate al gasdotto TurkStream, essenziale per le forniture dell’Europa centrale. Il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha avvertito che eventuali interruzioni metterebbero a rischio la sicurezza energetica della regione. In questo clima il premier Viktor Orbán ha denunciato presunte minacce provenienti dall’Ucraina. In un video diffuso sui social ha affermato che “gli ucraini hanno minacciato non solo me ma anche i miei figli”, invitando la famiglia a “prendere la situazione sul serio ma senza paura”.
Diplomazia e sicurezza europea
Zelensky ha avviato una nuova serie di incontri diplomatici in Europa. Ieri è arrivato a Bucarest, dove ha incontrato il presidente romeno e visitato una base di addestramento per piloti di F16. Oggi è atteso a Parigi per colloqui con Macron sulle garanzie di sicurezza e sulle nuove misure di pressione contro Mosca. Il Parlamento europeo ha inoltre denunciato l’uso dei social da parte della Russia per reclutare cittadini stranieri, soprattutto in Africa, con false offerte di lavoro o studio che si trasformerebbero in arruolamenti militari. Le tensioni del conflitto producono effetti anche in altri paesi europei.
In Polonia la polizia indaga sul ritrovamento di un drone in una miniera nella parte occidentale del paese. Secondo gli investigatori “non sembra un drone civile” e l’origine resta sconosciuta. L’Unione europea valuta inoltre una missione tecnica per ispezionare il tratto ucraino dell’oleodotto Druzhba, danneggiato nei mesi scorsi e al centro di dispute tra Kiev, Budapest e Bratislava. Bruxelles ha anche avvertito che potrebbe sospendere i finanziamenti europei alla Biennale di Venezia se la Russia dovesse tornare con un proprio padiglione.





