Un’Udienza generale, quella di ieri del Papa, culminata con due appelli chiaramente indirizzati al tema della guerra: il primo ha preso la via dell’Iran, il secondo del Libano. Obiettivo, arrivare alla pace quanto prima. E per questo, riferendosi al Medio Oriente, Papa Leone XIV ha ricordato il dramma dei civili coinvolti nei conflitti e ha invitato i fedeli a pregare per l’Iran e per tutta la regione: “Continuiamo a pregare per la pace in Iran e in tutto il Medio Oriente, in particolare per le numerose vittime civili tra cui molti bambini innocenti. Possa la nostra preghiera essere conforto per chi soffre e seme di speranza per il futuro”.
Questo appello del Pontefice ha assunto un tono ancora più intenso quando il suo pensiero si è rivolto al Libano, in occasione dei i funerali di Padre Pierre El Raii, parroco maronita di uno dei villaggi cristiani del sud del Paese colpiti dagli scontri: “Sono vicino a tutto il popolo libanese in questo momento di grave prova” ha detto il Santo Padre che ha ricordato come quei territori stiano vivendo “ancora una volta il dramma della guerra”.
Il Papa ha voluto rendere omaggio alla figura del sacerdote, morto dopo essere accorso in aiuto dei parrocchiani feriti da un bombardamento. “Padre Pierre è stato un vero pastore”, ha spiegato il successore di Bergoglio che ha voluto sottolineare di come fosse rimasto sempre accanto alla sua comunità “con l’amore e il sacrificio di Gesù buon pastore”. Non appena aveva saputo che alcuni abitanti del villaggio erano rimasti feriti durante un attacco, il parroco non aveva esitato a correre per soccorrerli: “Voglia il Signore che il suo sangue sparso sia seme di pace per l’amato Libano”.
La catechesi
Nel corso della catechesi Leone XIV ha proseguito il ciclo di riflessioni dedicato alla costituzione dogmatica ‘Lumen gentium’ del Concilio Vaticano II e si è soffermato sul tema della Chiesa come Popolo di Dio. Il Papa ha ricordato che la Chiesa nasce dall’iniziativa di Dio nella storia e si fonda sull’unità nella fede in Cristo e che accoglie uomini e donne provenienti da tutte le nazioni e culture. Non è una comunità definita da lingua, etnia o tradizione, ma una realtà che trova la propria identità nella fede e nella fraternità.
Proprio questa dimensione universale, ha spiegato il Vescovo di Roma, rappresenta oggi un segno di speranza in un mondo attraversato da conflitti e divisioni. La Chiesa, ha detto, è chiamata a essere aperta a tutti e a testimoniare la possibilità di un’unità tra i popoli che superi le logiche di guerra. In questo senso, la convivenza tra persone di culture e nazionalità diverse diventa una profezia di pace per l’intera umanità.
Sul piano internazionale, intanto, il Santo Padre si prepara anche a un nuovo viaggio apostolico. Il Pontefice dovrebbe infatti effettuare una visita ufficiale in Algeria dal 13 al 15 aprile, che rappresenterebbe la prima visita papale nel Paese nordafricano. L’arrivo ad Algeri è previsto per il 13 aprile, quando il Papa incontrerà il Presidente della Repubblica Abdelmadjid Tebboune, secondo quanto riferito dall’emittente Echourouk TV. Durante la permanenza nella capitale, Leone XIV presiederà una messa presso la Basilica di Notre-Dame d’Afrique, uno dei principali luoghi di culto cattolico del Paese, e incontrerà i membri della comunità cristiana locale. Nel programma anche una visita al sito commemorativo dedicato ai sette monaci di Tibhirine, uccisi durante la guerra civile algerina negli anni Novanta.
Il secondo giorno del viaggio Sua Santità si recherà nella wilayadi Annaba per visitare la Basilica di Sant’Agostino, luogo simbolo legato alla figura di Sant’Agostino d’Ippona, tra i più importanti pensatori del cristianesimo, nato e cresciuto nell’attuale Algeria.
Valore simbolico
Secondo l’Arcivescovo di Algeri, il cardinale Jean-Paul Vesco, la visita avrà un forte valore simbolico e rappresenterà un segno di fraternità e dialogo interreligioso in un Paese a maggioranza musulmana che accoglie il capo della Chiesa cattolica. Al centro del viaggio, ha spiegato il cardinale, ci sarà soprattutto il messaggio di pace. Il Pontefice aveva espresso il desiderio di recarsi in Algeria già il 2 dicembre 2025, parlando con i giornalisti durante il volo di ritorno in Vaticano dopo una visita in Libano. In quell’occasione aveva spiegato di voler visitare i luoghi legati alla vita di Sant’Agostino e continuare a costruire ponti tra il mondo cristiano e quello musulmano.





