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sale slot con apparecchi AWP e VLT

Giochi, la prospettiva del mercato delle AWP e VLT

mercoledì, 11 Marzo 2026
1 minuto di lettura

La gara del 2011 aveva assegnato 13 concessioni tra altrettanti operatori. Successivamente dopo alcune operazioni di fusione di questi concessionari, si sono ridotti a otto gruppi indipendenti, con la costituzione di due gruppi maggiori, che detengono quote vicine, se non superiori, al limite del 25% delle convenzioni attualmente vigenti, che pertanto deve ritenersi violato dalla attuale situazione di fatto.

Va da sé che un’eventuale ulteriore riduzione dei gruppi effettivamente indipendenti, indotta dalla prevista soglia del 35%/40%. indicata dalla riforma del gioco fisico, attualmente all’esame del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) potrebbe determinare condizioni tali da superare la soglia di attenzione antitrust.

Pertanto la combinazione tra innalzamento delle soglie di concentrazione, riduzione degli asset scarsi (apparecchi e punti) e gara al massimo rialzo con soglie minime di offerta elevate costituirebbe un forte incentivo ad una vera e propria distorsione del mercato, favorendo gli operatori maggiormente capitalizzati.

In un settore caratterizzato da elevate barriere regolatorie e forti economie di scala, tale configurazione renderebbe altamente probabile l’emersione di un oligopolio stabile (di fatto limitato a due o tre operatori), con rischio di coordinamento tacito in un mercato chiuso e fortemente regolato. Questo rischio si potrebbe correre non solo per il mercato AWP/VLT. I principali gruppi, infatti, sono già dominanti o fortemente presenti anche in altri segmenti del gioco lecito (online, scommesse, bingo, giochi numerici a totalizzatore nazionale). L’ulteriore rafforzamento nel comparto apparecchi produrrebbe un effetto sistemico e in definitiva un maggiore potere contrattuale a danno degli operatori minori della filiera.

In particolare, darebbe origine a un oligopolio strutturale stabile, con evidente drastica riduzione della contendibilità del mercato. Ma quel che ci preoccupa maggiormente, indipendentemente dagli interessi del settore, ma guardando solo al Bene comune, è che ciò causerebbe: a) l’indebolimento della capacità regolatoria dell’ADM, a fronte di operatori sempre più grandi e sistemicamente rilevanti; b) gli effetti negativi sul gettito nel medio-lungo periodo con gravi danni per le casse dello Stato, quindi per l’intera comunità nazionale, poiché il nuovo oligopolio del territorio fisico, rappresentando anche l’oligopolio dell’online, potrebbe dirottare la domanda di gioco dell’utente del territorio sul medesimo prodotto di gioco distribuito sull’on line.

In questo comparto infatti, pur essendo i margini dei privati superiori, generano un calo di gettito complessivo di tutti i giochi, come si è dimostrato negli ultimi anni per effetto del dirottamento della domanda degli apparecchi del territorio fisico sugli apparecchi dell’online.
Ma non basta perché questa riforma comporterebbe una riduzione del livello di protezione della salute dei giocatori, in quanto il gioco online, caratterizzato da payout più elevato e maggiore continuità di fruizione, favorisce la permanenza nel gioco e accresce il rischio di comportamenti compulsivi, specie nei soggetti più vulnerabili.

Riccardo Pedrizzi

Riccardo Pedrizzi

Presidente Nazionale del CTS dell'UCID

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