L’incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti è stato rinviato, mentre in Europa si irrigidisce lo scontro sulle sanzioni energetiche contro Mosca e sul prestito Ue da 90 miliardi a Kiev.
Volodymyr Zelensky ha spiegato che il vertice è slittato perché Washington è assorbita dall’escalation con l’Iran. “È importante comunicare con la parte americana praticamente ventiquattr’ore su ventiquattro”, ha detto dopo la riunione con il team negoziale.
“Al momento l’attenzione dei partner è rivolta alla situazione in Iran e per questo l’incontro previsto per questa settimana è stato rinviato”. Secondo il presidente ucraino, Mosca sta cercando di sfruttare la crisi mediorientale per rafforzare la propria posizione.
“Vediamo che i russi stanno cercando di manipolare la situazione in Medio Oriente e nel Golfo a vantaggio della loro aggressione”. L’obiettivo, ha aggiunto, sarebbe aprire “un secondo fronte di fatto nella guerra della Russia contro l’Ucraina e contro l’Occidente”.
La tecnologia ucraina contro i droni
Kiev intanto prova a capitalizzare la propria esperienza nella difesa anti drone. Zelensky ha confermato che l’Ucraina ha ricevuto undici richieste di cooperazione da Paesi del Golfo, Stati europei e Stati Uniti per intercettori e addestramento. Alcune, ha precisato, hanno già ottenuto “decisioni concrete e sostegno specifico”.
L’Ucraina ha inoltre inviato personale specializzato e droni intercettori in Giordania per contribuire alla difesa delle basi militari nella regione. “Abbiamo reagito immediatamente”, ha raccontato Zelensky al New York Times. “Ho detto: sì, certo, manderemo i nostri esperti”.
L’interesse è in forte crescita. Secondo il Financial Times, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero chiesto circa 5 mila droni intercettori e il Qatar circa 2 mila. Negli Stati Uniti, intanto, il Wall Street Journal scrive che Eric Trump e Donald Trump Jr. sosterrebbero una nuova società di droni in Florida intenzionata a usare tecnologia ucraina per rifornire il Pentagono.
Attacchi e operazioni militari
Sul terreno proseguono gli attacchi reciproci. L’intelligence ucraina sostiene di aver colpito un importante deposito petrolifero ad Armavir, nel territorio russo di Krasnodar, provocando un vasto incendio. Kiev lo definisce un nodo chiave della logistica energetica russa.
Mosca afferma invece di aver colpito siti di lancio di droni ucraini e postazioni di militari e mercenari stranieri in oltre cento distretti. Nella regione di Zaporizhzhia, le autorità filorusse accusano l’esercito ucraino di aver bombardato aree civili, con un bilancio di due morti e quattro feriti.
Lo scontro sull’energia russa
Si inasprisce anche il confronto politico dentro l’Unione europea. Viktor Orban ha chiesto formalmente a Bruxelles di sospendere le sanzioni contro petrolio e gas russi, sostenendo che la crisi in Medio Oriente e il blocco delle forniture stanno spingendo in alto i prezzi dell’energia.
“L’Europa deve affrontare la realtà: dobbiamo rivedere e revocare tutte le sanzioni sull’energia russa”, ha scritto sui social, annunciando una riunione straordinaria del governo per proteggere “le famiglie ungheresi” dall’aumento del costo dei carburanti. Da Mosca, Vladimir Putin ha ribadito la disponibilità a riprendere le forniture verso l’Europa. “Siamo pronti a lavorare con gli europei, ma abbiamo bisogno di segnali che dimostrino la loro disponibilità e volontà”.
Lo scontro tocca anche il prestito Ue da 90 miliardi all’Ucraina, fermato dal veto ungherese. Il premier slovacco Robert Fico ha avvertito che, se Orban dovesse perdere le elezioni di aprile, Bratislava potrebbe “prendere il testimone dall’Ungheria” e continuare a bloccare il finanziamento.
Il sostegno europeo a Kiev
Le istituzioni europee, però, confermano la linea di sostegno a Kiev. Ursula von der Leyen ha assicurato che l’Unione resterà al fianco dell’Ucraina “indipendentemente da ciò che accade altrove”, mentre Roberta Metsola ha ribadito che ogni eventuale accordo di pace dovrà rispettare il principio “nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina”.
Bruxelles guarda anche al Medio Oriente. Kaja Kallas ha annunciato che l’Ue sta preparando un’iniziativa per fare da intermediario tra l’industria militare ucraina e i Paesi della regione interessati ai sistemi di difesa contro i droni.





