Un’esplosione ha colpito l’ingresso della sezione consolare dell’ambasciata americana a Oslo nelle prime ore di domenica, provocando solo danni materiali e nessun ferito, secondo quanto riferito dalla polizia norvegese. Il boato, avvenuto intorno all’una del mattino, è stato udito in diversi quartieri della capitale e ha generato una colonna di fumo visibile dalla strada, spingendo le autorità a dispiegare unità cinofile, droni e un elicottero per individuare eventuali responsabili. Le prime immagini mostrano vetri infranti e segni dell’esplosione sulla facciata, ma la struttura dell’edificio non ha riportato danni significativi.
L’episodio arriva in un momento di massima allerta per le sedi diplomatiche statunitensi, già prese di mira in diversi Paesi del Golfo durante l’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran. Le autorità norvegesi, tuttavia, non hanno ancora stabilito alcun collegamento con il conflitto in Medio Oriente e stanno trattando il caso come un atto deliberato, ma di origine ancora sconosciuta. Il ministro degli Esteri Espen Barth Eide ha definito l’accaduto “inaccettabile”, assicurando piena collaborazione con la missione diplomatica americana. La polizia ha confermato che al momento non ci sono indizi di ulteriori minacce nella zona, ma le indagini proseguono mentre gli investigatori analizzano i resti dell’ordigno e raccolgono testimonianze.
L’ambasciata rimane operativa, anche se con accessi limitati e misure di sicurezza rafforzate. L’esplosione, pur non avendo causato vittime, riaccende il dibattito sulla vulnerabilità delle sedi diplomatiche occidentali in Europa in un contesto internazionale sempre più instabile.





