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Antonio Tajani, Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Guido Crosetto, Ministro della difesa

Iran, Crosetto alza lo scudo aereo. Tajani: oltre 100mila italiani coinvolti nella crisi

Informativa alle Camere sulla guerra in Medioriente. Difesa rafforzata dopo gli attacchi nell’area del Golfo e a Cipro. Diecimila connazionali già rientrati, altri ancora nella regione
venerdì, 6 Marzo 2026
3 minuti di lettura

Una giornata, quella di ieri, che ha visto protagonisti in Parlamento il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Focus, ovviamente, sui rischi legati al conflitto con l’Iran. Dalla sicurezza dei contingenti all’impatto economico alla tutela dei connazionali nel Golfo sono stati tanti i temi trattati dai due rappresentanti governativi. Importante, e nello stesso tempo preoccupante, quanto detto alla Camera da Crosetto: ha comunicato di avere disposto l’innalzamento “al livello massimo” della protezione, con rafforzamento della difesa aerea e anti-balistica. La decisione segue evidentemente gli eventi registrati in Turchia e a Cipro e avviene “in coordinamento con gli alleati e con la Nato”. Crosetto ha collegato la misura al rischio di reazioni “sconsiderate” e a uno scenario che, a suo giudizio, può produrre conseguenze non prevedibili.

Ministro della Difesa, Guido Crosetto

Il Ministro ha descritto un’evoluzione del conflitto diversa dalle fasi precedenti. Ha spiegato che gli Emirati Arabi Uniti hanno subito più attacchi di Israele e che la risposta iraniana ha colpito anche Paesi che non partecipano al conflitto. Crosetto ha citato numeri relativi a missili balistici e droni rilevati e intercettati negli Emirati, e ha richiamato le preoccupazioni per attacchi che hanno interessato anche basi Nato, con riferimento a Cipro. Per il Ministro la strategia di Teheran punta a produrre caos e difficoltà economiche; lo Stretto di Ormuz ha un peso per l’economia globale e la crisi, ha avvertito, può alimentarne altre, anche sul “fronte est”.

Dispositivo militare

Crosetto ha indicato che prima dell’apertura del conflitto nell’area erano presenti 2.576 persone. Ha ricordato spostamenti avviati prima dell’inizio delle ostilità per mettere in sicurezza i militari e altre misure adottate nei giorni successivi per adeguare la presenza nelle missioni. Ha aggiunto che è in corso un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita per alleggerire il dispositivo, con 82 unità che resteranno sulle 321 iniziali, e che interventi analoghi riguardano Qatar e Bahrain. Per il Libano ha detto che il Governo valuta la situazione e prepara risposte, anche con una rimodulazione del personale o con un dispositivo navale.

Crosetto ha inquadrato gli aiuti ai Paesi del Golfo nel perimetro del pacchetto missioni internazionali già autorizzato dal Parlamento. Ha annunciato l’adeguamento del dispositivo con assetti difensivi, tra cui sistemi di difesa aerea, anti-drone e anti-missilistici, nei limiti geografici e funzionali della missione.

Ha collegato la scelta alla protezione dei contingenti e dei connazionali e alla necessità di contribuire a contenere gli effetti finanziari ed energetici della crisi. Ha poi definitivo l’attacco che ha aperto la guerra “al di fuori del diritto internazionale” e ha sostenuto che non si è trattato di una decisione condivisa. Ha detto che nessun Governo ne era stato informato e che la catena di comando americana non conosceva la partenza degli aerei. Ha inoltre indicato possibili conseguenze sul prezzo dell’energia, con un impatto che, secondo lui, sarà minore per l’Italia rispetto ad altri Paesi europei. Ha citato anche un rischio di vantaggio per la Russia in un quadro di caos internazionale e ha espresso preoccupazione per i Balcani.

Fronte politico

Il Ministro della Difesa ha poi richiamato l’unità parlamentare e ha riferito che il governo discute gli aiuti al Golfo con gli altri Paesi europei. Ha ricordato che l’Italia mantiene un canale di dialogo con l’Iran e che la gestione delle crisi passa anche da contatti riservati. Ha aggiunto che il Governo gestisce le conseguenze di un conflitto che non ha cercato né voluto, e ha detto che resta in contatto continuo con Giorgia Meloni.

L’intervento di Tajani è stato più concentrato l’intervento sui connazionali e sulle ricadute economiche. Ha indicato in oltre 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree più colpite e ha riferito che circa 10mila persone hanno già ricevuto assistenza per lasciare le zone a rischio. Nel Golfo restano “poco meno di 9mila” turisti.

Ministro della Difesa, Guido Crosetto, Ministro degli Esteri Antonio Tajani

Tajani ha riferito che la task force Golfo ha gestito oltre 14mila chiamate e migliaia di contatti via mail. Per i rientri il leader azzurro ha citato voli charter organizzati con il ministero della Difesa. Due voli sono atterrati a Ciampino con 200 italiani in condizioni di fragilità. Nei prossimi giorni sono previsti altri voli dai Paesi del Golfo, con la collaborazione di Ita e Neos. Ha inoltre segnalato la partenza di un volo dalle Maldive con circa 320 italiani, tra cui 60 fragili.

Tajani ha poi parlato degli attacchi iraniani con missili e droni contro strutture strategiche, siti militari, alberghi e missioni diplomatiche nei Paesi del Golfo e anche contro l’Azerbaigian. Ha ricordato che Cipro è un Paese dell’Unione europea e ha chiesto solidarietà e assistenza. Ha citato anche la situazione in Iraq, monitorata in modo continuo per la presenza di militari italiani, e un fronte libanese che resta aperto.

Piano economico

Tajani ha citato il rischio legato al blocco dello Stretto di Ormuz, con rialzi già registrati su gas e petrolio. Ha avvertito che un aumento del prezzo del grano può aprire nuove crisi in Paesi con fragilità economiche. Ha definito il Golfo un’area cruciale per l’export italiano e ha ricordato missioni navali per proteggere il traffico commerciale, missioni che il governo ha rafforzato e intende proseguire. Ha indicato come priorità la difesa del tessuto produttivo e del potere d’acquisto delle famiglie.

GUIDO CROSETTO MINISTRO DIFESA, ANTONIO TAJANI MINISTRO ESTERI

Nel passaggio sul ruolo del Parlamento, Tajani ha detto che il Governo non si è presentato “per un atto formale”, ma per una scelta politica: coinvolgere le Camere in tutti i passaggi e nelle decisioni strategiche imposte dalla crisi. Crosetto ha richiamato lo stesso criterio sul tema delle basi: se gli Stati Uniti dovessero chiedere l’uso delle basi italiane, la decisione passerebbe dal Parlamento.

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