Il governo cinese ha annunciato un nuovo piano nazionale per promuovere una “società amica delle nascite”, con l’obiettivo di contrastare il calo demografico e rafforzare il sistema di sicurezza sociale. La misura, presentata dal Consiglio di Stato, prevede una serie di interventi strutturali per incentivare la natalità, tra cui sussidi diretti alle famiglie, agevolazioni fiscali, ampliamento dei servizi per l’infanzia e maggiore flessibilità lavorativa per i genitori. Il piano include anche una revisione del sistema pensionistico e sanitario, con l’intento di renderlo più sostenibile e inclusivo in un contesto di invecchiamento accelerato della popolazione. Secondo i dati ufficiali, la Cina ha registrato nel 2025 uno dei tassi di natalità più bassi della sua storia moderna, con meno di sette nascite ogni mille abitanti.
Il governo attribuisce il fenomeno a fattori economici, culturali e sociali, tra cui l’alto costo della vita urbana, la pressione lavorativa e la crescente esitazione delle giovani coppie ad avere figli. Per affrontare questa tendenza, Pechino intende creare un ambiente “più favorevole alla genitorialità”, promuovendo una cultura familiare positiva e riducendo gli ostacoli pratici alla crescita dei figli. Il piano prevede anche l’espansione delle infrastrutture pubbliche per la cura dei bambini, con l’apertura di nuovi asili nido e scuole materne, e l’introduzione di politiche di congedo parentale più generose. Sul fronte della sicurezza sociale, il governo ha annunciato l’intenzione di migliorare la copertura pensionistica nelle aree rurali e di rafforzare i servizi sanitari di base, con investimenti mirati nelle province meno sviluppate. Gli analisti osservano che il successo del piano dipenderà dalla sua capacità di superare le resistenze culturali e di offrire soluzioni concrete alle famiglie.





