Il 4 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’obesità, promossa a livello internazionale con il sostegno della Organizzazione Mondiale della Sanità e della World Obesity Federation. L’obiettivo è superare una narrazione semplicistica che riduce il problema a una questione estetica o di volontà individuale.
L’obesità è riconosciuta come una malattia cronica complessa, determinata dall’interazione tra fattori genetici, ambientali, psicologici e socioeconomici. Chi ne è affetto presenta un rischio significativamente più alto di sviluppare patologie come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, alcune forme di tumore e disturbi muscolo-scheletrici. A questo si aggiunge un impatto spesso sottovalutato sulla salute mentale e sulla qualità della vita.
Nel mondo una crescita costante e costi elevati
I dati globali delineano uno scenario in continua espansione. Oggi oltre un miliardo di persone vive con obesità e quasi tre miliardi risultano in sovrappeso o obese. In altre parole, circa una persona su otto nel mondo ha un indice di massa corporea compatibile con l’obesità.
La crescita è particolarmente evidente tra bambini e adolescenti: centinaia di milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni sono in eccesso ponderale, una condizione che aumenta la probabilità di restare obesi anche in età adulta.
Le proiezioni indicano che entro il 2035 più della metà della popolazione mondiale potrebbe essere in sovrappeso o obesa, con costi economici globali stimati in diversi trilioni di dollari all’anno tra spese sanitarie dirette e perdita di produttività.
Italia, 6 milioni di obesi e un terzo dei bambini in eccesso di peso
In Italia il fenomeno rispecchia la tendenza internazionale. Si stima che circa 6 milioni di persone siano obese, pari a circa il 12% della popolazione, mentre quasi un adulto su due è in sovrappeso.
Particolarmente delicata è la situazione tra i più giovani. Circa un bambino su tre presenta un eccesso di peso, con differenze significative tra Nord e Sud e nei contesti socioeconomici più fragili. I dati del sistema di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità mostrano come il problema emerga già in età scolare, aumentando il rischio di cronicizzazione nel corso della vita.
Prevenzione e politiche pubbliche, la sfida dei prossimi anni
Gli esperti sottolineano che la risposta all’obesità non può essere affidata esclusivamente alla responsabilità individuale. Servono politiche pubbliche strutturali: promozione di un’alimentazione equilibrata, educazione nutrizionale nelle scuole, incentivazione dell’attività fisica, regolamentazione della pubblicità di alimenti ad alta densità calorica e maggiore accesso a percorsi di cura multidisciplinari.
La Giornata mondiale dell’obesità diventa così non solo un momento simbolico, ma un richiamo all’azione. Di fronte a una malattia in crescita che coinvolge tutte le fasce d’età. La sfida è costruire ambienti più sani e inclusivi, capaci di prevenire l’insorgenza dell’obesità e di garantire cure adeguate a chi ne è già colpito.





