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Iran, turismo sotto pressione: a rischio 6,4 milioni in un mese tra cancellazioni e voli bloccati

lunedì, 2 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Il conflitto in Iran mette chiaramente sotto pressione anche il turismo organizzato italiano. Nel solo week end appena trascorso si è registrata la più ampia interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, con ripercussioni immediate su voli, pacchetti e servizi. Secondo una stima del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti, nei prossimi 30 giorni il settore potrebbe perdere circa 3.500 prenotazioni, per un valore superiore a 6,4 milioni di euro. La valutazione tiene conto delle reazioni immediate del mercato e ipotizza una soluzione rapida della crisi mediorientale. Le perdite deriverebbero sia da rinunce a viaggi già acquistati sia da pacchetti programmati verso destinazioni considerate a rischio che potrebbero restare invenduti.

Ogni anno oltre 610 mila italiani si recano nei Paesi indirettamente coinvolti dalle azioni militari – Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita e, in misura minore, Oman – e circa 60 mila si affidano a tour operator e agenzie di viaggio.
L’escalation militare ha comportato la chiusura di spazi aerei e la cancellazione di numerosi voli, con effetti immediati sulla logistica. Nei prossimi giorni sarà più chiaro se prevarrà una mediazione o un’ulteriore intensificazione del conflitto, ma le scelte di viaggio verso l’area sono destinate a rallentare. Assoviaggi invita a fare riferimento esclusivamente al portale ‘Viaggiare sicuri’ del Ministero degli Esteri per informazioni ufficiali.

I problemi

Le imprese del turismo organizzato devono gestire annullamenti, richieste di rimborso e criticità assicurative legate a instabilità politica e atti di guerra. Crescono inoltre le richieste di intervento a sostegno del settore, con timori che le cancellazioni possano estendersi anche a destinazioni non direttamente coinvolte. Sul fronte dell’incoming, dai cinque Paesi interessati arrivano in Italia oltre 170 mila visitatori l’anno, per più di 2,5 milioni di pernottamenti. Un eventuale rallentamento avrebbe quindi effetti anche sui flussi verso il nostro Paese. Assoviaggi chiede l’attivazione rapida di misure di sostegno, a partire da strumenti di liquidità per affrontare l’ondata di annullamenti e da interventi che evitino di scaricare interamente su tour operator e agenzie i costi straordinari delle riprogrammazioni. La situazione resta sotto monitoraggio in attesa dell’evoluzione del quadro internazionale.

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