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Masoud Pezeshkian, Presidente dell’Iran

Cronaca dal fronte: missili sul Golfo, Hormuz chiuso. “È guerra contro l’islam”

domenica, 1 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Le autorità iraniane hanno confermato la morte della Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso durante un attacco contro un complesso governativo nella capitale. Colpito anche il quartiere Pasteur. I media ufficiali parlano di decine di bombardamenti su Teheran in un solo giorno e proclamano 40 giorni di lutto nazionale. Secondo fonti del The New York Times, la posizione di Khamenei sarebbe stata individuata grazie a informazioni di intelligence fornite dalla Cia prima dell’operazione congiunta. Washington non ha commentato nel dettaglio. Nello stesso attacco sarebbero morti anche familiari della Guida Suprema. Uccisi inoltre il comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour e il consigliere Ali Shamkhani. L’esercito israeliano parla di “decapitazione della catena di comando” e sostiene di aver eliminato almeno 40 dirigenti militari.

Rappresaglia iraniana

Teheran ha risposto lanciando missili contro basi americane in Qatar, Bahrein, Kuwait e contro obiettivi israeliani. A Tel Aviv un missile ha colpito un’area residenziale: una donna è morta, una ventina i feriti secondo i soccorritori. Il Qatar ha dichiarato di aver intercettato diverse ondate di vettori senza registrare vittime. Esplosioni segnalate anche nei pressi dell’aeroporto di Erbil, in Iraq, dove sono presenti truppe della coalizione a guida Usa. Colpita anche Dubai da droni, secondo media regionali, mentre in Oman una petroliera è stata presa di mira al largo della costa con quattro feriti a bordo. Lo Stretto di Hormuz è stato chiuso dalle forze iraniane. Si tratta di uno dei principali corridoi energetici globali, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. La riunione dell’Opec punta ora a un aumento significativo della produzione per calmare i mercati.

Pezeshkian: “Atto di guerra contro l’Islam”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito l’uccisione di Khamenei “una dichiarazione di guerra contro i musulmani” e ha parlato di vendetta come “diritto e dovere”. Ali Larijani, alla guida del Consiglio per la sicurezza nazionale, ha invitato all’unità interna e promesso una risposta “con una forza mai vista”. Migliaia di persone sono scese in piazza a Teheran per rendere omaggio alla Guida Suprema, tra slogan contro Stati Uniti e Israele. In Pakistan, a Karachi, dimostranti hanno assaltato il consolato americano: otto i morti negli scontri.

Netanyahu e Trump: appello alla rivolta

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso un video in lingua farsi rivolto agli iraniani: “Ora potete rovesciare il regime”. Ha parlato di operazione preventiva contro una “minaccia esistenziale”. Il presidente americano Donald Trump ha definito i raid “estremamente efficaci” e “un grande giorno per il mondo”, sostenendo che l’indebolimento dei vertici iraniani potrebbe aprire uno spazio negoziale. Ha però avvertito che la situazione resta fluida e che ulteriori operazioni sono possibili. Il Comando centrale Usa ha smentito le rivendicazioni iraniane su presunte vittime americane, assicurando che non risultano militari uccisi né navi colpite.

Reazioni internazionali e posizione italiana

Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato le condoglianze a Teheran definendo la morte di Khamenei “un atto cinico”. Hamas e Hezbollah hanno parlato di “crimine abominevole” e promesso di contrastare l’offensiva. In Italia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato riunioni d’urgenza con i ministri competenti. Palazzo Chigi ha parlato di necessità di stabilità regionale e ha condannato gli attacchi iraniani contro obiettivi civili. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha attivato una task force per il Golfo e riunito le ambasciate nell’area. L’unità di crisi della Farnesina resta operativa h24 per l’assistenza agli italiani. Rafforzate le misure di sicurezza anche nella base Usaf di Aviano. Il bilancio complessivo delle vittime è ancora in aggiornamento. La Mezzaluna Rossa iraniana parla di oltre cento morti in un attacco contro una scuola a Minab. Le Nazioni Unite hanno convocato una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza.

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