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L’Alta rappresentante Kaja Kallas durante il punto stampa
Kaja Kallas alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della commissione Europea

Ue divisa su sanzioni e prestito a Kiev. Budapest e Bratislava bloccano il ventesimo pacchetto

Oleodotto Druzhba al centro dello scontro. Kallas: “Battuta d’arresto”. Costa richiama Orbán alla “leale cooperazione”. Banca Mondiale: ricostruzione costerà 588 miliardi di dollari
martedì, 24 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Bruxelles arriva spaccata al quarto anniversario dell’invasione russa. Al Consiglio Esteri dell’Unione europea non è stato raggiunto l’accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, atteso alla vigilia della ricorrenza. A bloccarlo sono state Ungheria e Slovacchia, che collegano il veto al mancato ripristino dei flussi di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba. “Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni. Si tratta di una battuta d’arresto e di un inciampo. Il lavoro continua”, ha dichiarato l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas. In mattinata aveva già avvertito che non si aspettavano progressi.

Druzhba e il prestito da 90mld

Budapest e Bratislava accusano Kiev di ritardare le riparazioni del Druzhba, infrastruttura chiave che rifornisce l’Europa centrale. La Commissione europea ha precisato che “l’Ucraina si è impegnata a riparare l’oleodotto e la decisione sulla tempistica spetta a loro”. L’Ungheria ha sospeso le forniture di diesel all’Ucraina e, insieme alla Slovacchia, ha bloccato anche il prestito europeo da 90 miliardi di euro destinato a Kiev. Il premier slovacco Robert Fico ha annunciato che Bratislava interromperà le forniture elettriche di emergenza all’Ucraina finché non riprenderà il transito del petrolio.

Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, in una lettera a Viktor Orbán, ha ricordato che “quando i leader raggiungono un consenso, sono vincolati dalla loro decisione” e che “a nessuno Stato membro può essere consentito di minare la credibilità delle decisioni prese collettivamente”. Anche la Commissione ha richiamato il principio di “leale cooperazione”. Kallas ha definito “deplorevole” il passo indietro di Budapest e ha avvertito che, se il prestito non dovesse sbloccarsi, l’Ue potrebbe “tornare all’utilizzo dei beni congelati”, “che potremmo fare più rapidamente”. Dure le reazioni. Il premier polacco Donald Tusk ha parlato di “atto di sabotaggio politico”. Il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski ha definito il veto “scandaloso” e contrario alla “solidarietà europea”. Da Kiev, Andrii Sybiha ha accusato Ungheria e Slovacchia di non poter “tenere in ostaggio l’intera Unione europea”.

Fronte militare e scontro politico

Nella notte tra domenica e lunedì una stazione di pompaggio del Druzhba in Tatarstan è stata colpita da un drone. Mosca ha parlato di un “piccolo incendio” senza vittime; secondo fonti ucraine si è trattato di un’operazione dell’Sbu. Nella regione russa di Bryansk un civile è morto in un attacco contro il villaggio di Goritsy. Sul fronte ucraino, il comandante in capo Oleksandr Syrskyi ha rivendicato la riconquista di “400 chilometri quadrati di territorio e di otto insediamenti” nel settore sudorientale dalla fine di gennaio. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di “sorprendenti conquiste territoriali” e ha sostenuto che “l’economia russa sta cedendo sotto il peso delle sanzioni e della guerra”. L’ex presidente russo Dmitry Medvedev ha evocato il “destino di Benito Mussolini e Adolf Hitler” come “esempio lampante per le attuali autorità di Kiev”, ipotizzando che possano essere “impiccati dal loro stesso popolo proprio sulla Maidan”.

Ricostruzione, riforme e dossier energetico

Secondo la valutazione congiunta di Banca Mondiale, Nazioni Unite, Commissione europea e governo ucraino, la ricostruzione richiederà 588 miliardi di dollari nel prossimo decennio. I danni diretti ammontano a 195 miliardi, con un aumento dell’11 per cento rispetto alla stima precedente. “I danni sono immensi e in continuo aumento”, si legge nel rapporto. La premier Yulia Svyrydenko ha affermato che “la nostra popolazione dimostra resilienza e i nostri imprenditori continuano a lavorare”.

Restano le preoccupazioni sulle riforme per l’adesione all’Ue: undici misure chiave non completate alla fine del 2025 mettono a rischio circa cinque miliardi di euro. Sul piano operativo, Kyrylo Budanov ha annunciato un possibile nuovo scambio di prigionieri “alla fine della settimana”, dopo i precedenti 157 per parte, definendo la delegazione russa “moderata, cortese e professionale”. Dall’inizio della guerra oltre 10 mila volontari stranieri hanno aderito alle forze ucraine, circa 600 al mese. Intanto Naftogaz ha assicurato la prima fornitura di Gnl dagli Stati Uniti via Germania e Polonia: “Questa nuova partnership apre una nuova rotta di importazione affidabile per l’Ucraina per l’anno in corso”, ha dichiarato l’amministratore delegato Serhiy Koretskyi.

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