L’India ha ufficializzato il suo ingresso nell’iniziativa statunitense ‘Pax Silica’, un’alleanza tecnologica che punta a costruire catene di fornitura sicure e resilienti per semiconduttori, minerali critici e tecnologie avanzate.
La firma, avvenuta a New Delhi alla presenza di rappresentanti di alto livello di entrambi i Paesi, segna un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali, dopo le recenti tensioni legate all’acquisto indiano di petrolio russo a prezzi scontati. L’iniziativa, lanciata dagli Stati Uniti nel 2025, mira a ridurre la dipendenza dalle filiere dominate dalla Cina e a consolidare un network produttivo “trusted” tra democrazie e partner strategici.
Oltre all’India, ne fanno parte Paesi chiave come Giappone, Corea del Sud, Singapore, Paesi Bassi, Regno Unito, Australia, Qatar e Emirati Arabi Uniti, tutti coinvolti nella corsa globale ai chip e alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Per Washington, l’adesione di New Delhi rappresenta un successo politico e industriale: l’India è uno dei pochi Paesi con il potenziale per diventare un hub alternativo nella produzione di semiconduttori, grazie alla sua forza lavoro qualificata e a un mercato interno in rapida espansione.
Per New Delhi, invece, ‘Pax Silica’ offre accesso privilegiato a tecnologie avanzate e investimenti strategici, oltre a un ruolo più centrale nella governance tecnologica globale. Il patto prevede cooperazione in ricerca, progettazione e produzione di chip, sviluppo di filiere per minerali critici e collaborazione su infrastrutture AI.
Durante la cerimonia di firma, i rappresentanti dei due Paesi hanno sottolineato come l’accordo sia destinato a rafforzare la sicurezza economica e tecnologica in un contesto internazionale sempre più competitivo. L’ingresso dell’India nell’alleanza arriva in un momento in cui le catene di fornitura globali sono sotto pressione, tra tensioni geopolitiche e crescente domanda di tecnologie avanzate.



