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L’ex Principe Andrea arrestato per abuso d’ufficio: l’ombra Epstein riapre la crisi della Corona

L’ex Principe Andrea arrestato per abuso d’ufficio: l’ombra Epstein riapre la crisi della Corona

Fermato a Sandringham nel giorno del suo 66esimo compleanno, l’ex Duca di York è in custodia. Carlo III: “La legge faccia il suo corso”
venerdì, 20 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Duro e inaspettato il colpo ricevuto ieri da Buckingham Palace per l’arresto di imag Mountbatten-Windsor, accusato di abuso d’ufficio. La notizia, diffusa in mattinata dapprima dalla BBC e poi confermata da altri media britannici, segna senza dubbio alcuno un passaggio senza precedenti nella storia recente della monarchia: l’ex Duca di York, fratello di Re Carlo III, si trova in custodia cautelare dopo un’operazione scattata nelle prime ore della mattina.

Gli agenti della Thames Valley Police hanno fermato l’ex Principe a Wood Farm, nella tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk, dove si era trasferito dopo aver lasciato il Royal Lodge di Windsor. Contemporaneamente sono partite perquisizioni anche nel Berkshire e in altre proprietà nel Norfolk.

Andrew, che ha compiuto proprio ieri 66 anni, non risulta formalmente incriminato. Nel sistema britannico la custodia può durare 24 ore senza imputazione, con possibili proroghe fino a 36 o 96 ore su autorizzazione giudiziaria. Al termine degli interrogatori la polizia dovrà decidere se procedere con un’accusa formale, concedere la libertà su cauzione o chiudere il fascicolo.

Re Carlo: la legge faccia il suo corso

Re Carlo III ha reagito con un comunicato diffuso da Buckingham Palace. Il sovrano ha espresso “la massima preoccupazione” e ha ribadito che la questione sarà affrontata “in modo completo, equo e corretto” dalle autorità competenti.

“La legge deve fare il suo corso”, ha scritto il Re che ha assicurato “pieno e sincero sostegno” alla magistratura e alle forze dell’ordine. Nessun preavviso sarebbe stato dato alla famiglia reale prima del fermo. L’arresto si inserisce nel solco dello scandalo Epstein, che da anni grava sull’ex Principe. Andrew ha sempre negato qualsiasi illecito legato al finanziere statunitense, morto in carcere nel 2019.

In passato la Thames Valley Police aveva esaminato segnalazioni secondo cui, tra il 2010 e il 2011, quando ricopriva il ruolo di inviato commerciale del Regno Unito in Asia, avrebbe condiviso con Epstein documenti governativi riservati. Le accuse sono tornate al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione di nuovi materiali relativi al caso.

Resta aperto anche un secondo filone d’inchiesta legato ai rapporti personali con Epstein e alle accuse mosse da Virginia Giuffre, che sosteneva di essere stata vittima di abusi quando era minorenne. Andrew ha sempre respinto ogni addebito e nel 2022 ha raggiunto un accordo extragiudiziale con Giuffre. Non risultano al momento collegamenti diretti tra il fermo odierno e quella vicenda.

Le conseguenze

Le conseguenze politiche e simboliche sono immediate. Andrew non svolge più funzioni ufficiali per la Corona ed è stato privato dei titoli di ‘Sua Altezza Reale’ e ‘Principe’. Ha lasciato la residenza di Royal Lodge su decisione del sovrano e vive ora nella proprietà di Sandringham. Re Carlo ha interrotto l’assegno personale e i finanziamenti per la sicurezza, pur sostenendo le spese della nuova sistemazione.

Il Vice Primo Ministro David Lammy ha commentato che “nessuno è al di sopra della legge” e ha sottolineato che l’indagine deve procedere senza interferenze. Intanto, davanti ai cancelli di Wood Farm e del Royal Lodge, si sono radunati giornalisti e troupe televisive. L’immagine delle auto civetta e degli agenti in borghese all’ingresso della residenza reale segna una pagina delicata per la monarchia britannica.

Ora la parola passa agli inquirenti. Le prossime ore saranno decisive per chiarire se l’arresto si tradurrà in un atto d’accusa formale o in un rilascio in attesa di ulteriori sviluppi.

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