Tutto confermato. L’Italia parteciperà come osservatore al Board of Peace per Gaza: “Questa è una scelta equilibrata e rispettosa della Costituzione” e non esistono, allo stato, “alternative concrete al piano promosso dagli Stati Uniti”. Così il Ministro degli Esteri Antonio Tajani oggi alla Camera, dove ha rivendicato il legame strategico con Washington e il ruolo italiano nei processi di pace nel Mediterraneo. Il Vicepremier ha poi definito Gaza una crisi umanitaria ma anche una questione di sicurezza nazionale legata a terrorismo e flussi migratori. Il titolare della Farnesina ha sottolineato i risultati della prima fase del piano (tregua fragile ma in corso da oltre 120 giorni, ritorno degli ostaggi e aumento degli aiuti) e l’impegno umanitario italiano, con evacuazioni dalla Striscia e un pacchetto iniziale da 60 milioni per sanità, scuole e sostegno agli sfollati. L’obiettivo, ha ribadito, resta la stabilità duratura e la prospettiva dei due Stati, con l’Italia “non ai margini” ma parte attiva del processo diplomatico.

La linea del governo è stata approvata dall’Aula con 183 voti favorevoli contro 122, mentre le opposizioni hanno attaccato duramente. La Segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di scelta che aggira la Costituzione e legittima un organismo alternativo alle Nazioni Unite; il M5S ha accusato l’esecutivo di complicità politica; Avs ha definito il Board “un comitato d’affari”; Italia viva ha denunciato il rischio di isolamento europeo. Posizioni critiche respinte dalla maggioranza, che rivendica la necessità di sedere ai tavoli internazionali dove si discute la pace in Medio Oriente.



