A Niscemi, nel cuore della Sicilia ferita dalla frana che da giorni minaccia abitazioni e strade, la tecnologia si allea con il coraggio. Nella zona rossa, dove il terreno continua a muoversi e ogni passo può diventare un rischio, si lavora persino con i robot per recuperare gli effetti personali rimasti nelle case più esposte. Tra mobili, fotografie e oggetti di una quotidianità improvvisamente sospesa, è stato riportato alla luce anche un simbolo caro a tutta la cittadinanza: la storica croce in pietra di Niscemi. Caduta nel precipizio a causa dei continui smottamenti, la croce era finita a valle del movimento franoso, in un’area impervia e instabile.
Il recupero, delicato e complesso, è stato portato a termine dai vigili del fuoco e dalla Polizia di Stato. Per operare in sicurezza nella parte più pericolosa dell’area colpita, è stato impiegato un robot in dotazione alla polizia, uno strumento capace di raggiungere punti altrimenti inaccessibili senza esporre il personale a ulteriori rischi.
Supporto tecnologico
“Per lavorare con maggiore tranquillità nella zona più critica abbiamo scelto di affidarci al supporto tecnologico”, spiegano i vigili del fuoco. Il robot ha consentito di individuare, agganciare e mettere in sicurezza la croce, evitando che nuovi movimenti del terreno potessero comprometterne definitivamente l’integrità o mettere in pericolo gli operatori. La croce, spezzata in più parti a causa della caduta, è stata quindi recuperata e trasportata in un’area sicura. Nonostante i danni, potrà essere ricomposta e restaurata. Un intervento che va oltre il semplice salvataggio di un manufatto: per molti niscemesi, infatti, quella croce rappresenta un punto di riferimento identitario, un segno di fede e di appartenenza.
Una volta conclusa l’operazione, il simbolo è stato riconsegnato al sindaco del Comune, tra l’emozione e la gratitudine di chi vede in quel gesto un primo passo verso la ricostruzione.
Tra resistenza e speranza
In una città che fa i conti con evacuazioni, crepe nei muri e timori per il futuro, il recupero della croce assume così un valore che va oltre la cronaca: diventa immagine di resistenza, di comunità e di speranza. Mentre i tecnici continuano a monitorare la frana e a mettere in sicurezza l’area, Niscemi prova a rialzarsi. E da oggi lo fa stringendo di nuovo tra le mani uno dei suoi simboli più forti, tornato dal precipizio grazie alla determinazione degli uomini e all’aiuto silenzioso della tecnologia.



