La Corea del Nord ha inaugurato un nuovo quartiere residenziale a Pyongyang destinato alle famiglie dei soldati nordcoreani caduti combattendo al fianco della Russia nella guerra in Ucraina. Il leader Kim Jong Un ha presieduto la cerimonia di apertura, accompagnato dalla figlia Kim Ju Ae, in un gesto che ha assunto un forte valore simbolico e propagandistico. Le immagini diffuse dai media di Stato mostrano il leader mentre visita le abitazioni e incontra i futuri residenti, promettendo che “il sacrificio dei giovani martiri non sarà dimenticato”. Il quartiere, denominato Saeppyol Street, è stato presentato come un tributo permanente alla “dedizione patriottica” di chi ha perso la vita in un conflitto che, ufficialmente, non coinvolge la Corea del Nord. Negli ultimi mesi, Pyongyang ha intensificato la retorica che glorifica il coinvolgimento militare nordcoreano nella guerra russo‑ucraina, pur senza confermare ufficialmente la presenza di truppe. Secondo fonti occidentali, la Corea del Nord avrebbe fornito munizioni e personale militare in supporto alle forze russe, in cambio di aiuti economici e sostegno diplomatico. Il nuovo quartiere residenziale sembra confermare indirettamente questa partecipazione, trasformando un impegno clandestino in una narrazione eroica. L’iniziativa ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale. Mentre Mosca ha espresso gratitudine per il gesto, le cancellerie occidentali lo interpretano come un ulteriore segnale dell’asse strategico tra Russia e Corea del Nord. Per molti osservatori, il quartiere non è solo un gesto commemorativo, ma una dichiarazione politica: Pyongyang intende mostrare che la sua fedeltà agli alleati si traduce in riconoscimento concreto, anche in tempo di guerra.



