Il Regno Unito ha annunciato che il suo gruppo d’attacco portaerei verrà schierato nel Nord Atlantico nei prossimi mesi, in quella che Downing Street definisce una missione volta a rafforzare la sicurezza marittima e la cooperazione con gli alleati della NATO. La decisione arriva in un momento di crescente attenzione sulle rotte strategiche dell’Atlantico settentrionale, considerate cruciali per i collegamenti tra Nord America ed Europa e per la deterrenza nei confronti delle attività militari russe nella regione. La Royal Navy ha confermato che la portaerei HMS Queen Elizabeth guiderà la task force, accompagnata da cacciatorpediniere, fregate e unità di supporto logistico. Secondo il Ministero della Difesa, il dispiegamento servirà a testare la prontezza operativa del gruppo e a condurre esercitazioni congiunte con Stati Uniti, Canada e Norvegia. Le attività includeranno operazioni antisommergibile, pattugliamenti aerei e simulazioni di difesa integrata, in un’area dove negli ultimi anni è aumentata la presenza di sottomarini russi. Londra insiste che la missione non è una provocazione, ma una misura necessaria per garantire la stabilità di una regione considerata vitale per la sicurezza euro‑atlantica. Il contesto politico è altrettanto significativo. Il governo britannico vuole dimostrare che, nonostante le pressioni sul bilancio della difesa e le sfide interne, il Paese resta un attore militare di primo piano. Il Nord Atlantico, tradizionale teatro di cooperazione tra alleati, è tornato al centro delle strategie NATO dopo anni in cui l’attenzione era concentrata su Medio Oriente e Indo‑Pacifico. Per Londra, il dispiegamento rappresenta anche un modo per rafforzare la propria credibilità internazionale in un momento di ridefinizione del ruolo globale post‑Brexit. Gli analisti sottolineano che la missione sarà un banco di prova per la Royal Navy, impegnata a mantenere operativa una delle flotte più complesse d’Europa.



