La sottoscrizione del nuovo Protocollo di intesa sui costi di accettazione dei pagamenti elettronici spetta esclusivamente alle parti che hanno partecipato al negoziato. A precisarlo è Confcommercio, che interviene per chiarire il perimetro dell’accordo e per ribadire la necessità di tutelarne la coerenza e la legittimità.
No a contratti pirata
Secondo l’associazione, non possono rientrare tra i firmatari soggetti che non hanno preso parte al confronto e che, in altri ambiti, sottoscrivono contratti caratterizzati da condizioni economiche e normative al ribasso. Si tratta dei cosiddetti “contratti pirata”, strumenti che — denuncia Confcommercio — alimentano fenomeni di dumping contrattuale, alterano le regole della corretta concorrenza e comprimono diritti e tutele dei lavoratori.
Una piaga sociale
Un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni tali da configurarsi come una vera e propria emergenza. “È una piaga sociale”, sottolinea l’organizzazione, che colpisce non solo i dipendenti, ma anche le imprese sane, penalizzate da una competizione distorta basata sulla riduzione dei costi del lavoro e sull’aggiramento delle regole condivise.
Confronto responsabile
Il chiarimento arriva in un contesto delicato per il sistema delle relazioni industriali e per il settore del commercio, impegnato a fronteggiare le sfide della transizione digitale e dei nuovi strumenti di pagamento. In questo scenario, Confcommercio ribadisce l’importanza di accordi fondati su una rappresentanza effettiva e su un confronto responsabile tra le parti sociali.
Relazioni sindacali più moderne
Proprio con l’obiettivo di contrastare la proliferazione dei contratti pirata, l’associazione ha avviato già da tempo un dialogo con Cgil, Cisl e Uil. Il confronto mira a rendere le relazioni sindacali sempre più moderne, innovative e aderenti alle trasformazioni del mercato del lavoro.
Ristabilire regole chiare
Sul tavolo, la definizione di una proposta concreta e condivisa per rafforzare la qualità della contrattazione collettiva, tutelare i diritti dei lavoratori e garantire condizioni di competizione eque tra le imprese. Un percorso che, nelle intenzioni delle parti, punta a ristabilire regole chiare e a valorizzare il ruolo della rappresentanza, quale presidio fondamentale di equilibrio e sviluppo del sistema economico.



