Per la prima volta dopo vent’anni, migliaia di aquiloni hanno riempito i cieli di Lahore durante il Basant, il tradizionale festival primaverile pakistano. La scena, che per decenni aveva rappresentato uno dei simboli culturali più vivaci della città, era scomparsa nel 2005, quando il governo regionale aveva imposto un divieto totale a causa degli incidenti provocati dai fili metallici utilizzati in alcune competizioni. Quest’anno, però, le autorità hanno deciso di autorizzare il festival in forma controllata, riaccendendo un entusiasmo che sembrava sopito ma mai davvero spento. Le strade della città si sono riempite di famiglie, giovani e anziani che hanno celebrato il ritorno di una tradizione profondamente radicata nell’identità punjabi. I tetti delle case sono tornati a essere palchi improvvisati, da cui centinaia di aquiloni colorati si sono alzati in volo, sfidandosi in duelli acrobatici che per generazioni hanno scandito l’arrivo della primavera. Le autorità hanno imposto regole severe: divieto assoluto di fili metallici, controlli capillari nei mercati e pattugliamenti rafforzati. Ma la risposta della popolazione è stata disciplinata e festosa, segno di un desiderio collettivo di recuperare un pezzo di memoria culturale. Il ritorno del Basant non è solo un fatto folkloristico. Per molti abitanti di Lahore, rappresenta un momento di rinascita sociale dopo anni segnati da tensioni politiche, crisi economiche e restrizioni. Gli operatori turistici parlano di un afflusso significativo di visitatori, mentre commercianti e artigiani hanno visto una ripresa delle vendite legate alla produzione di aquiloni e materiali tradizionali. Non mancano le critiche: alcuni gruppi conservatori continuano a considerare il festival pericoloso o contrario ai valori religiosi, ma la maggioranza della popolazione sembra accogliere la decisione come un gesto di fiducia e apertura.



