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Caffè e tè, alleati del cervello: fino al 18% in meno di rischio demenza

Studio su oltre 131 mila persone, seguito per 43 anni, collega il consumo moderato di caffeina a un minor declino cognitivo
giovedì, 12 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Due o tre tazze di caffè al giorno, insieme a una o due di tè, possono contribuire a proteggere il cervello dall’invecchiamento. È quanto emerge da un ampio studio condotto dal Mass General Brigham Hospital di Boston in collaborazione con l’Università di Harvard e pubblicato su Jama, che ha seguito 131.821 adulti per un periodo di 43 anni.

Declino cognitivo inferiore del 18%

I ricercatori hanno analizzato abitudini alimentari, percezione del declino cognitivo, performance nei test neuropsicologici e diagnosi di demenza nel tempo. Durante il lungo follow-up, 11.033 partecipanti hanno sviluppato una forma di demenza. Tuttavia, tra uomini e donne con il più alto consumo di caffè con caffeina il rischio è risultato inferiore del 18% rispetto a chi non ne beveva o preferiva il decaffeinato.

Ridurre il deterioramento mentale

Non solo. Il declino cognitivo soggettivo – ovvero la percezione di un peggioramento delle proprie capacità mentali – è stato segnalato dal 7,8% dei consumatori abituali di caffeina contro il 9,5% di chi ne assumeva meno o per nulla. Anche i risultati ai test cognitivi oggettivi sono apparsi migliori tra i bevitori di caffè con caffeina e tè.

Lo studio sui composti bioattivi

Secondo gli studiosi, a fare la differenza sarebbero i composti bioattivi presenti nelle due bevande, in particolare caffeina e polifenoli. Queste sostanze avrebbero proprietà neuroprotettive, capaci di contrastare infiammazione e danno cellulare, due meccanismi coinvolti nello sviluppo delle malattie neurodegenerative. Il fatto che il beneficio non sia stato osservato con il caffè decaffeinato rafforza l’ipotesi di un ruolo chiave della caffeina.

Gli effetti positivi

Il vantaggio è apparso ancora più evidente tra chi consumava quotidianamente 2-3 tazze di caffè e 1-2 di tè. Un effetto positivo riscontrato anche nei soggetti con maggiore predisposizione genetica alla demenza, suggerendo che l’impatto protettivo possa estendersi a diverse categorie di rischio.

Occhio allo stile di vita sano

Lo studio è di tipo osservazionale e non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, i dati indicano che abitudini semplici e diffuse come bere caffè e tè – se inserite in uno stile di vita sano che comprenda dieta equilibrata, attività fisica e controllo dei fattori cardiovascolari – potrebbero contribuire in modo significativo alla prevenzione del declino cognitivo.

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