Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che “non lascerà mai il Paese che ama”, respingendo con fermezza le richieste di dimissioni che si sono intensificate nelle ultime settimane. In un intervento carico di determinazione, il leader laburista ha ringraziato i membri del governo per il sostegno ricevuto, sottolineando che la sua missione politica è ancora in corso e che non intende abbandonare il mandato conferitogli dagli elettori. Le parole di Starmer arrivano in un momento di forte pressione interna, con lo scandalo legato all’ex ambasciatore Peter Mandelson che ha riacceso le tensioni nel partito e alimentato dubbi sulla tenuta dell’esecutivo. Durante un incontro con i deputati laburisti, Starmer ha ribadito la sua volontà di guidare il Paese “con responsabilità e visione”, nonostante le critiche e le divisioni. Fonti vicine a Downing Street parlano di un clima teso ma compatto, con i principali ministri schierati a difesa del premier e decisi a evitare una crisi di governo. Il sostegno espresso pubblicamente da figure chiave dell’esecutivo ha rafforzato la posizione di Starmer, che punta ora a rilanciare l’agenda politica su temi come la crescita economica, la sanità e la transizione energetica. L’opposizione, tuttavia, continua a chiedere chiarimenti e a mettere in discussione la credibilità del governo. Alcuni parlamentari conservatori hanno definito le parole del premier “retoriche e difensive”, mentre gruppi della sinistra laburista tornano a invocare un cambio di leadership. Starmer, dal canto suo, ha scelto di non arretrare, convinto che la stabilità sia un valore da difendere in un contesto internazionale incerto e in un Paese ancora segnato da fratture sociali profonde.



