Mentre sul campo il conflitto continua a produrre vittime civili e danni alle infrastrutture, dal Cremlino è arrivata la conferma di contatti preliminari con la Francia per riaprire un canale di dialogo politico. Il portavoce Dmitri Peskov ha parlato di scambi già avvenuti che, se “ritenuti necessari”, potrebbero consentire “rapidamente” un dialogo a livelli più alti.
Al momento, tuttavia, non è stata fissata alcuna data per un nuovo round negoziale sull’Ucraina, dopo i colloqui trilaterali Russia-Stati Uniti-Ucraina tenutisi ad Abu Dhabi il 4 e 5 febbraio, definiti da Mosca “costruttivi ma complessi”. Gli Stati Uniti restano coinvolti nel formato trilaterale, ma senza indicare scadenze né obiettivi concreti per una svolta. In parallelo, il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito la linea di Parigi: il dialogo con Vladimir Putin va riavviato, ma deve essere “ben organizzato” e con una rappresentanza ristretta. In un’intervista a più quotidiani europei, Macron ha spiegato che i primi contatti tecnici hanno confermato che “la Russia non vuole la pace adesso”, pur rivendicando la necessità di ricostruire i canali di comunicazione. Il capo dell’Eliseo ha escluso di delegare agli Stati Uniti il confronto con Mosca, sottolineando che “la nostra geografia non cambierà” e che la Russia resterà comunque un vicino dell’Europa.
Mosca frena
Da Mosca, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha raffreddato ogni entusiasmo. In un’intervista televisiva ha avvertito che c’è ancora “molta strada da fare” per arrivare a una soluzione del conflitto e che sarebbe un errore pensare che i recenti contatti abbiano già rimesso ordine negli equilibri tra Washington, Kiev ed Europa. Anche il viceministro degli Esteri Aleksandr Grushko ha chiarito che qualsiasi accordo dovrà includere garanzie di sicurezza per la Russia, senza le quali “nessun trattato di pace è possibile”.
Ue, piano di pace e adesione Kiev
Sul piano europeo, l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha annunciato l’intenzione di proporre agli Stati membri un “piano europeo per una pace sostenibile”, spostando l’attenzione dalle concessioni richieste all’Ucraina a quelle da avanzare alla Russia. In parallelo, a Bruxelles circola l’ipotesi di un percorso accelerato di integrazione europea per Kiev, con una forma di adesione parziale già dal prossimo anno. Sullo sfondo prosegue il coordinamento Nato sugli aiuti a Kiev, mentre l’Alleanza ribadisce di non essere parte diretta del conflitto.
Dl Ucraina, fiducia alla Camera
In Italia, il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sul decreto Ucraina per blindare il provvedimento e contenere le tensioni nella maggioranza, emerse dopo gli emendamenti presentati da alcune forze contrarie all’invio di armi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha liquidato le frizioni interne con una battuta: “Io sto benissimo, non vado dal gastroenterologo”.
Raid e blackout
Sul terreno, la giornata di è stata segnata da nuovi bombardamenti e blackout. Nella regione di Odessa, attacchi russi alle infrastrutture energetiche hanno lasciato senza elettricità oltre 95 mila persone in decine di insediamenti, con il ricorso a generatori di emergenza. A Zaporizhzhia, i raid notturni hanno causato interruzioni di corrente per circa seimila utenze, mentre un attacco con droni a Vilniansk ha ferito quattro civili, tra cui un bambino di meno di due anni. A Sloviansk, nella regione di Donetsk, un bombardamento russo ha ucciso una donna e la figlia di 11 anni, con 14 feriti. Le autorità filorusse accusano invece Kiev di aver colpito una processione funebre nel villaggio di Skelki, nella Zaporizhzhia occupata, causando la morte di un sacerdote e il ferimento di altre sei persone.
Attentato Alekseyev, terzo arresto
In Russia proseguono le indagini sull’attentato contro il generale Vladimir Alekseyev, vice capo dell’intelligence militare, ferito a colpi di pistola a Mosca nei giorni scorsi. I servizi di sicurezza hanno annunciato un terzo arresto, sostenendo che l’azione sarebbe stata organizzata su ordine dei servizi ucraini, accusa respinta da Kiev.



