La competitività dell’Unione europea deve essere costruita partendo dalla sua struttura produttiva reale, fatta in larga maggioranza di micro e piccole imprese. È questo il messaggio portato a Bruxelles dal Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, intervenuto alla seconda edizione dell’Annual Meeting di Connact, la piattaforma di dialogo tra imprese e istituzioni promossa dalla Fondazione Articolo 49 insieme all’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Italia.
1.7 milioni di imprese e 44% del Pil
L’evento, intitolato “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” ha visto Confartigianato tra i promotori e la partecipazione di quasi 50 tra grandi aziende, associazioni di rappresentanza, centri di ricerca e realtà del terzo settore, espressione complessiva del 44% del Pil italiano e di oltre 1,7 milioni di imprese.
Rafforzare la presenza italiana
Nel corso dei 13 tavoli tematici, il mondo produttivo italiano si è confrontato con rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali sulle principali sfide dell’agenda Ue: dalla competitività alla coesione territoriale, dall’innovazione alla transizione verde e digitale. L’Annual Meeting di Connact si è così confermato un momento di confronto strategico tra il Sistema Italia e le istituzioni europee, con l’obiettivo di rafforzare la presenza italiana a Bruxelles e contribuire attivamente alla definizione delle priorità dell’Unione.
La struttura reale: 99.8% di piccole imprese
Intervenendo al tavolo “Industry & Market”, dedicato ai temi del mercato unico e della competitività europea, il Presidente Granelli richiama con forza la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche Ue. “L’agenda europea”, evidenzia , “deve partire dalla struttura produttiva reale dell’Unione, composta per il 99,8% da micro e piccole imprese», chiedendo una applicazione effettiva del principio “Think small first” fin dalla fase di progettazione normativa.
Ruolo strategico dei territori
Granelli pone l’accento sulla necessità che gli obiettivi di competitività dell’Unione siano realmente inclusivi e concretamente attuabili anche per le imprese di minori dimensioni. Tra i temi affrontati: la semplificazione normativa, il riconoscimento delle specificità delle PMI nel nuovo Quadro finanziario pluriennale, il diritto di restare nei territori e il ruolo strategico della formazione.
Regole stabili e attente ai piccoli
“La legislazione europea deve essere costruita ex ante tenendo conto delle reali capacità organizzative e finanziarie delle imprese”, osserva Granelli, “evitando continui cambiamenti delle regole e distinguendo chiaramente tra PMI e small mid-cap. Difendere il diritto di restare delle imprese di prossimità, sostenere le filiere territoriali e investire nelle competenze è essenziale per garantire sviluppo, occupazione e coesione”.
Le filiere produttive
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo delle filiere produttive, delle imprese di prossimità e del radicamento territoriale come fattori chiave di resilienza economica per l’Europa. Infine, il Presidente di Confartigianato richiama la carenza di competenze qualificate come un vincolo strutturale alla competitività, sottolineando il valore strategico dell’istruzione e formazione professionale, del sistema duale e della collaborazione tra scuole e imprese per attrarre giovani e favorire il ricambio generazionale.



