Sullo sfondo di un negoziato diplomatico segnato da profonde divergenze, nella notte Kiev è stata colpita da missili balistici. “Le forze di difesa aerea stanno lavorando. Rimanete nei rifugi”, ha scritto sui social il sindaco Vitali Klitschko. Sul fronte orientale, nuovi bombardamenti russi hanno colpito Kherson, causando almeno undici feriti secondo le autorità locali. Tra questi, due uomini di 67 e 73 anni hanno riportato traumi da esplosione e ferite agli arti. I colpi di artiglieria hanno danneggiato anche la cattedrale di Svyato-Dukhovsky, colpendo il tetto, il campanile e alcuni edifici annessi.
A Kramatorsk, un attacco aereo all’alba contro un quartiere residenziale ha provocato un morto e due feriti, con diversi appartamenti incendiati in un palazzo di nove piani. Dal lato russo, le autorità regionali di Belgorod hanno riferito che circa 80 mila persone sono rimaste senza riscaldamento dopo attacchi e guasti alle infrastrutture elettriche registrati l’8 febbraio. Migliaia di cittadini risultavano anche privi di gas ed elettricità. Mosca ha inoltre rivendicato avanzamenti nelle regioni di Kharkiv e Sumy, affermazioni che non trovano riscontro nelle mappe aggiornate dei centri di monitoraggio indipendenti, secondo cui la linea del fronte in quelle aree sarebbe rimasta sostanzialmente invariata.
Zelensky, obiettivi legittimi
In questo contesto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che le infrastrutture energetiche russe costituiscono un obiettivo legittimo. “Non dobbiamo scegliere se colpire un obiettivo militare o energetico. Lui vende questa energia. Vende petrolio. Onestamente, è la stessa cosa”, ha scritto, sostenendo che il settore energetico finanzia direttamente lo sforzo bellico russo. Zelensky ha anche annunciato nuove sanzioni contro fornitori stranieri di componenti utilizzati nei missili e nei droni russi, inclusi gruppi con sede in Cina, Medio Oriente ed ex spazio sovietico.
Export di armi e droni
Sul piano industriale, Kiev ha comunicato l’avvio dell’esportazione di armamenti, inizialmente verso i Paesi baltici e il Nord Europa, e l’apertura di nuove linee di produzione di droni in Germania, che si aggiungeranno a quelle già operative nel Regno Unito. “Oggi la sicurezza dell’Europa si basa sulle tecnologie e sui droni. E si basa soprattutto su tecnologie e specialisti ucraini”, ha affermato Zelensky. Parallelamente, l’intelligence britannica ha riferito che la Russia si appresta a concedere all’Fsb poteri estesi per sospendere qualsiasi forma di telecomunicazione in caso di “minacce alla sicurezza”, rafforzando ulteriormente il controllo statale sulle informazioni. Una stretta che, secondo Londra, si inserisce in un più ampio processo di repressione interna avviato dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
Alekseyev, Mosca accusa
A Mosca proseguono le indagini sull’attentato contro il vicecapo dell’intelligence militare russa Vladimir Alekseyev. Secondo il Comitato investigativo, l’autore avrebbe agito “su istruzione dei servizi di sicurezza ucraini”. L’Fsb ha annunciato l’arresto e l’estradizione da Dubai di un cittadino russo, Lyubomir Korba, indicato come esecutore materiale. Il Cremlino ha reso noto che il presidente Vladimir Putin ha ringraziato il leader degli Emirati Arabi Uniti per la collaborazione nell’arresto.
Sybiha: “Solo Trump può fermare la guerra”
Sul versante diplomatico, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha dichiarato che “solo Trump può fermare la guerra”, sostenendo la necessità di un incontro diretto tra i leader di Kiev e Mosca per risolvere i nodi più delicati. Secondo Sybiha, restano aperti solo alcuni punti di un piano di pace in venti punti, in particolare le questioni territoriali e il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Kiev continua a rifiutare qualsiasi riconoscimento della sovranità russa su Crimea e Donbass, definendo tali ipotesi “legalmente nulle”.



