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Granelli: Sci, l’Italia sul podio dell’export europeo

Prima nelle calzature da sci e seconda nell’UE per le vendite complessive. Confartigianato: una filiera trainata da Pmi, qualità e innovazione
domenica, 8 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

In attesa delle medaglie degli atleti italiani alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, l’Italia sale già sul podio europeo per l’export di prodotti per lo sci. Nel 2025 le vendite all’estero del comparto raggiungono i 371 milioni di euro, collocando il nostro Paese al secondo posto nell’Unione europea, alle spalle dell’Austria. Ancora più netto il primato nelle calzature da sci, dove l’Italia guida la classifica UE con esportazioni pari a 222 milioni di euro.

Calzature e sci

È quanto emerge da una rilevazione di Confartigianato, secondo cui l’Italia detiene il 16% dell’export europeo di prodotti per lo sci, mentre la quota sale al 27,3% nel segmento delle calzature da sci. Nel corso del 2025 sono stati venduti sui mercati mondiali 344mila paia di sci: 318mila per sci alpini, 15mila per sci da salto e 12mila per sci da fondo, ai quali si aggiungono 13mila unità tra monosci e snowboard.

Sistema produttivo e radicato

Alla base di questi risultati c’è un sistema produttivo diffuso e fortemente radicato nei territori. La filiera conta 1.740 imprese manifatturiere attive nella produzione di articoli sportivi e abbigliamento tecnico, con 14.164 addetti complessivi. Il 63,1% degli occupati lavora in micro e piccole imprese con meno di 50 addetti, una quota superiore alla media del manifatturiero italiano, a conferma del ruolo centrale dell’artigianato e delle Pmi anche in questo comparto.

Una crescita dell’11%

La vitalità della filiera è confermata anche dall’andamento recente delle esportazioni: nel periodo gennaio-ottobre 2025 l’export di sci, attacchi e attrezzature correlate registra una crescita a doppia cifra (+11,4%).

La top ten dei mercati

Per quanto riguarda i mercati di destinazione, il 60,2% delle esportazioni italiane di prodotti per lo sci è diretto verso i Paesi dell’Unione europea. La Francia si conferma primo mercato di sbocco con 90 milioni di euro (24,3% del totale), seguita dagli Stati Uniti con 75 milioni (20,1%) e dalla Germania con 52 milioni (13,9%). Nella top ten dei mercati, tra gennaio e ottobre 2025 si segnalano le forti crescite di Canada (+66,4%), Svezia (+19%) e Svizzera (+13,3%), mentre risultano in calo le vendite verso Cechia, Stati Uniti e Austria.

Effetto dazi in USA

Proprio sul mercato statunitense pesano gli effetti dei dazi: nello stesso periodo si registra una flessione del 7,1% delle esportazioni di sci, attacchi e attrezzature verso gli USA.

Eccellenza europea

“I numeri”, sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli, “confermano che la produzione made in Italy di articoli per lo sci rappresenta un’eccellenza a livello europeo. È una filiera trainata dalle Pmi, fondata su qualità manifatturiera, innovazione e radicamento territoriale.

Un patrimonio produttivo che costituisce un asset strategico non solo per lo sport, ma per l’intero sistema economico nazionale. Come per tutto il made in Italy, resta la preoccupazione per l’impatto dei dazi, che affrontiamo continuando a puntare sull’elevato livello qualitativo dei prodotti progettati e realizzati in Italia”.

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