Ha deciso di utilizzare il proprio profilo X per dire la sua sulle tensioni legate alle manifestazioni contro le Olimpiadi e agli episodi di violenza registrati tra Torino e Milano. E qui il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha contestato l’idea che i responsabili dei danneggiamenti (tra cui il taglio di cavi ferroviari per impedire la partenza dei treni e gli scontri durante le proteste) non possano essere considerati “pericolosi delinquenti”. Per il Ministro la questione centrale riguarda piuttosto la necessità di evitare che chi si rende protagonista di violenze possa tornare rapidamente in libertà e reiterare comportamenti analoghi in altre città.
Crosetto ha aggiunto inoltre la condizione delle forze dell’ordine, definite “servitori dello Stato”, che a suo avviso rischiano di subire una doppia pressione: prima durante gli scontri con i manifestanti e poi nelle polemiche politiche successive. Da qui la richiesta di “dare più mezzi a chi difende cittadini, leggi e democrazia” rispetto a chi, nelle parole del ministro, punta ad abbatterle.
Clima politico e mediatico
Nelle parole del Ministro è emersa anche una critica al clima politico e mediatico. Il titolare della Difesa si è chiesto perché non sia possibile raggiungere una posizione condivisa nella condanna delle violenze e nella difesa della legalità, arrivando a citare le polemiche sollevate da un ex capo della Polizia e ricordando la “circolare Gabrielli” emanata dopo i fatti di piazza San Carlo, definita allora “giustamente durissima”. La conclusione del ragionamento è stata di carattere istituzionale: per Crosetto, chi compie azioni violente durante le manifestazioni non agisce contro il governo in carica, ma contro “lo Stato, la Repubblica, l’Italia”. Tollerare tali comportamenti, ha detto, significherebbe quindi indebolire il Paese e non l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.



