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Russia, attentato a un generale del GRU

Lavrov accusa Kiev di voler sabotare i negoziati. Conclusi i colloqui trilaterali ad Abu Dhabi con oltre 300 prigionieri scambiati. Bruxelles accelera sul ventesimo pacchetto di sanzioni
sabato, 7 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

L’attentato contro un alto ufficiale dell’intelligence militare russa ha aggiunto un nuovo elemento di tensione a una fase già fragile del confronto tra Mosca e Kiev. Venerdì sera, in un quartiere residenziale della capitale russa, un generale del GRU è rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito da colpi d’arma da fuoco. Le autorità hanno avviato un’indagine, mentre il Cremlino ha informato che il presidente è stato aggiornato sull’accaduto. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, l’aggressore si sarebbe avvicinato al generale fingendosi un corriere, riuscendo così a colpirlo prima di fuggire. Il militare resta ricoverato in ospedale in condizioni gravi ma stabili, secondo fonti ufficiali russe. Il ministro degli Esteri russo ha accusato direttamente l’Ucraina, sostenendo che l’obiettivo dell’attacco sarebbe stato quello di compromettere i negoziati in corso. Nel frattempo, i combattimenti continuano a colpire sia le infrastrutture civili sia quelle militari. A Odessa, un’esplosione ha distrutto un’auto nel quartiere Kyivsky, causando la morte di un militare di 21 anni. I servizi di sicurezza ucraini hanno aperto un’indagine per atto terroristico. A Kiev, secondo quanto riferito dal presidente ucraino, oltre 1.200 edifici risultano ancora senza riscaldamento a causa dei bombardamenti sulle reti energetiche, mentre gli attacchi russi avrebbero colpito anche le ferrovie, complicando la logistica interna.

I colloqui di Abu Dhabi

Parallelamente si sono conclusi ad Abu Dhabi i colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Le parti hanno parlato di un dialogo difficile ma utile a mantenere aperti i canali di comunicazione. Il risultato concreto è stato un nuovo scambio di prigionieri, con oltre trecento persone rimpatriate complessivamente. A margine dei colloqui, Washington e Mosca hanno inoltre concordato il ripristino di un canale di comunicazione militare diretto ad alto livello, con l’obiettivo di ridurre i rischi di incidenti e incomprensioni. Non è stata però fissata una data per il prossimo incontro e restano profonde le divergenze sui nodi politici centrali del conflitto. Da Kiev, il ministro degli Esteri ucraino ha espresso forte scetticismo su qualsiasi riavvicinamento con la Russia, sostenendo che ogni dialogo precedente si è concluso con violazioni degli impegni assunti da Mosca. Ha ribadito che un percorso di pace può esistere solo con una posizione europea compatta e basata sull’aumento della pressione politica ed economica.

Bruxelles accelera sulle sanzioni

Sul versante politico europeo, Bruxelles ha accelerato sul nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca. La Commissione europea ha confermato che il ventesimo pacchetto è in fase avanzata e potrebbe essere adottato a breve. Le misure riguardano energia, finanza e commercio, con un’attenzione particolare al settore petrolifero e alla cosiddetta flotta ombra utilizzata per aggirare le restrizioni. Sono previste anche limitazioni sui servizi bancari, sulle criptovalute e sull’export di materiali e tecnologie considerate sensibili. Secondo la Commissione, l’impatto delle sanzioni è già visibile. Le entrate fiscali russe legate a petrolio e gas nel 2025 sarebbero scese di circa un quarto rispetto all’anno precedente, contribuendo all’aumento del deficit e alla pressione sull’economia interna. L’Ue ribadisce che l’obiettivo resta quello di ridurre le risorse disponibili per lo sforzo bellico russo e costringere Mosca a negoziati ritenuti credibili.

Allerta sicurezza

Nel contesto internazionale emergono anche altri segnali del prolungarsi del conflitto. L’intelligence ucraina ha riferito del ritrovamento dei corpi di due cittadini kenioti, reclutati all’estero e inviati a combattere per la Russia, mentre il Canada ha confermato l’invio di nuovi missili per rafforzare la difesa aerea ucraina. L’allarme sicurezza si è esteso anche oltre il fronte. In Polonia, la gendarmeria militare ha reso noto che un drone non identificato è stato rinvenuto all’interno di una base militare nel centro del Paese, senza provocare danni o vittime. L’episodio segue un caso simile avvenuto a fine gennaio nei pressi di un deposito di armi. Varsavia ha ricordato che il sorvolo di installazioni militari con droni costituisce un reato penale. Da parte loro, le autorità francesi hanno denunciato un’operazione di disinformazione attribuita a reti legate alla Russia, mirata a colpire il presidente Emmanuel Macron attraverso false notizie diffuse online. Un episodio che riporta l’attenzione anche sul fronte informativo della guerra, sempre più centrale accanto a quello militare e diplomatico.

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