L’ex principe Andrea ha lasciato la Royal Lodge, la storica residenza immersa nel parco di Windsor che per decenni è stata il suo rifugio lontano dai riflettori. La notizia, confermata da fonti vicine alla famiglia reale, segna un passaggio simbolico e pratico in una fase già complessa per il duca di York, da anni al centro di controversie e progressivamente allontanato dagli incarichi pubblici. La Royal Lodge, una villa del XVIII secolo circondata da ettari di giardini, era stata concessa ad Andrea con un contratto di lungo periodo.
Negli ultimi mesi, però, la pressione di Buckingham Palace affinché il duca si trasferisse in una residenza più piccola era diventata sempre più evidente, complice anche l’elevato costo di manutenzione dell’edificio e la volontà del re Carlo III di razionalizzare le proprietà reali. Secondo le ricostruzioni, Andrea avrebbe resistito a lungo all’idea di lasciare la villa, considerata l’ultimo simbolo della sua posizione all’interno della famiglia.
Alla fine, però, avrebbe accettato un trasferimento in una dimora più modesta all’interno del complesso di Windsor, mentre la Royal Lodge potrebbe essere destinata a nuovi usi o a un altro membro della famiglia reale. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione della monarchia, che negli ultimi anni ha cercato di ridurre costi e ridefinire ruoli e spazi. Per Andrea, già privato dei titoli militari e delle funzioni ufficiali, il trasloco rappresenta un ulteriore ridimensionamento della sua presenza pubblica. Nonostante il riserbo di Buckingham Palace, l’episodio ha alimentato un vivace dibattito nel Regno Unito: c’è chi vede nella decisione un atto necessario per tutelare l’immagine della monarchia e chi, invece, la interpreta come un segnale di frattura interna.
