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Confesercenti: Inflazione, torna la pressione sui bilanci familiari

A gennaio rialzo dei prezzi. A rischio potere d’acquisto e consumi, soprattutto per i redditi più bassi
giovedì, 5 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

L’inflazione torna a farsi sentire e interrompe la fase di rallentamento degli ultimi mesi. A gennaio l’aumento mensile dei prezzi (+0,4%), il più elevato dallo scorso luglio, riaccende le preoccupazioni sul potere d’acquisto delle famiglie. A spingere la risalita sono soprattutto le voci di spesa incomprimibili, quelle che incidono maggiormente sui bilanci domestici e che non possono essere rinviate o ridotte.

Costi energia insostenibili

Nel confronto con dicembre, i prezzi dei beni alimentari crescono dell’1%, quelli legati all’abitazione del 3,1%, mentre i beni energetici regolamentati registrano un vero e proprio balzo dell’8,7%. Dinamiche che colpiscono in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito, già fortemente esposte all’erosione del potere d’acquisto. Secondo i dati della Banca d’Italia, infatti, circa il 43% delle famiglie italiane dispone di un reddito annuo inferiore ai 30mila euro.È quanto sottolinea Confesercenti nel commentare le stime preliminari sull’inflazione diffuse dall’Istat.

Rischi rincari

Particolarmente delicata, evidenzia la Confesercenti, la situazione sul fronte energetico: i prezzi internazionali di petrolio e gas segnano un aumento di quasi il 14% rispetto alla fine di dicembre, recuperando interamente la flessione osservata dopo la scorsa estate. Un andamento che rischia di tradursi rapidamente in nuovi rincari per famiglie e imprese. Destano preoccupazione anche i beni ad alta frequenza di acquisto, per i quali l’Istat anticipa un incremento dello 0,8% su base congiunturale e del 2,1% su base tendenziale, oltre il doppio del dato medio.

Campanello di allarme

Nel complesso, per la Confesercenti, pur senza mettere ancora in discussione la stabilità generale dei prezzi, questi segnali rappresentano un campanello d’allarme da non sottovalutare. La tenuta dei consumi e le prospettive di crescita dipendono in larga misura dalla capacità di spesa delle famiglie: l’accelerazione del Pil nell’ultimo trimestre del 2025 è stata favorita anche dal calo congiunturale dei prezzi (-0,4%), che ha sostenuto i consumi. Un sostegno per la Confederazione che rischia ora di venir meno, con possibili effetti negativi già a partire dal primo trimestre del 2026.

Tenere alta l’attenzione

Per Confesercenti è quindi necessario mantenere alta l’attenzione su energia, beni essenziali e politiche di sostegno ai redditi più fragili, per evitare che la ripresa venga frenata da nuove tensioni sociali e da un ulteriore impoverimento delle famiglie più vulnerabili.

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