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Collisione mortale nel Mar Egeo: nave della guardia costiera greca sperona un motoscafo con migranti, si indaga sulle responsabilità

mercoledì, 4 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Nel Mar Egeo, al largo dell’isola di Lesbo, uno scontro tra una nave della guardia costiera greca e un motoscafo che trasportava migranti ha provocato la morte di diverse persone e riacceso le tensioni attorno alla gestione dei flussi migratori nella regione. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità elleniche, il motoscafo — sovraccarico e in navigazione notturna — avrebbe effettuato una manovra improvvisa mentre veniva avvicinato per un controllo, finendo per essere colpito dalla prua dell’unità militare. A bordo dell’imbarcazione si trovavano decine di persone, tra cui donne e bambini, partite dalla costa turca in una delle rotte più battute e pericolose del Mediterraneo orientale. L’impatto ha causato il capovolgimento del motoscafo e la dispersione dei passeggeri in mare. Le squadre di soccorso hanno recuperato diversi superstiti, ma il bilancio delle vittime è destinato a salire: alcuni dispersi non sono ancora stati individuati e le ricerche proseguono in condizioni meteo difficili. La guardia costiera greca sostiene che l’incidente sia avvenuto durante un’operazione di routine e che l’equipaggio abbia immediatamente avviato le procedure di soccorso. Tuttavia, organizzazioni umanitarie e osservatori indipendenti chiedono chiarezza, ricordando le numerose denunce di manovre aggressive e respingimenti illegali nelle acque di frontiera. La Turchia, da parte sua, accusa Atene di mettere a rischio la vita dei migranti e chiede un’indagine internazionale. Il governo greco ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità, mentre l’Unione Europea segue con attenzione l’evolversi della situazione. L’episodio arriva in un momento di forte pressione sulle rotte del Mediterraneo orientale, dove gli arrivi sono tornati a crescere e le tensioni tra Grecia e Turchia restano elevate.

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