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Marine Le Pen

Francia, i procuratori chiedono di confermare il divieto per Marine Le Pen: la battaglia giudiziaria entra nella fase decisiva

mercoledì, 4 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

La vicenda giudiziaria che coinvolge Marine Le Pen compie un nuovo passo dopo che i procuratori francesi hanno chiesto alla corte d’appello di confermare il divieto che impedisce alla leader del Rassemblement National di candidarsi alle prossime elezioni. La misura, imposta in primo grado nell’ambito dell’inchiesta sul presunto uso improprio di fondi europei, resta uno dei dossier più sensibili della politica francese, con potenziali ripercussioni sull’intero panorama elettorale. Secondo l’accusa, Le Pen e altri membri del suo partito avrebbero utilizzato risorse del Parlamento europeo per finanziare attività interne al movimento, una pratica vietata dalle norme comunitarie. La difesa respinge le accuse definendole “strumentali” e sostiene che il divieto rappresenti una sanzione sproporzionata e politicamente dannosa, soprattutto in un momento in cui il partito punta a consolidare la propria presenza nelle istituzioni nazionali. La richiesta dei procuratori arriva mentre la Francia si prepara a una stagione elettorale particolarmente tesa, segnata da un’opinione pubblica polarizzata e da un crescente scrutinio sul ruolo dei partiti populisti. Gli osservatori sottolineano che la decisione della corte d’appello potrebbe avere un impatto significativo non solo sul futuro politico di Le Pen, ma anche sugli equilibri interni del Rassemblement National, dove già si discute di possibili scenari alternativi nel caso in cui il divieto venisse confermato. Il governo ha evitato commenti diretti, ribadendo la necessità di rispettare l’indipendenza della magistratura. Tuttavia, il dibattito pubblico si è rapidamente acceso: per alcuni, la vicenda dimostra la volontà delle istituzioni di far rispettare con rigore le norme sul finanziamento politico; per altri, rischia di alimentare la narrativa della persecuzione giudiziaria, spesso evocata dai sostenitori di Le Pen. La corte d’appello dovrebbe pronunciarsi nelle prossime settimane.

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