0

I risultati del Sistema Nazionale Sanitario

martedì, 3 Febbraio 2026
3 minuti di lettura

A quasi mezzo secolo dalla istituzione del Sistema Sanitario Nazionale ( legge 833 del 1978) è opportuno fare una valutazione dello stato attuale di questa Realizzazione che è un vanto di civiltà del nostro paese ed un merito dei Partiti della Prima Repubblica. L’aspettativa di vita che nel 1978 era di 73 anni oggi è di 83,6 anni, valore migliore di quello di tutti gli altri Paesi dell’Europa Questo risultato è stato ottenuto con una spesa del 6.5% del PIL, uno dei valori più bassi in Europa compreso tra i due estremi del 4,5% della Lettonia e l’11% della Germania. Il notevole sviluppo tecnologico ha richiesto un aumento del finanziamento che dal 2000 al 2025 è stato in media del 3,3%. Il SSN nel 2025 è stato finanziato con 136,7 miliardi di euro che rappresenta un incremento del 2,7% rispetto al 2024. La spesa pubblica rappresenta il 70% della spesa totale e questa percentuale comprende anche la spesa per le strutture private convenzionate dove i cittadini sono assistiti senza un esborso diretto come avviene nelle strutture di proprietà pubblica. Il 30% restante è affrontato direttamente dai cittadini o dalle loro assicurazioni private. Cosa possiamo osservare al riguardo? Questi esborsi non incidono riducendo il sistema di finanziamento pubblico le cui fonti sono l’IRPEF, l’IRAP e in maggior misura l’IVA. Se l’attività intra moenia venisse ampliata e sottoposta ad una oculata gestione, potrebbe essere una ulteriore fonte di finanziamento. Alcuni esperti ritengono che le strutture private convenzionate rappresentino un peso piuttosto che un ausilio, perché le attività più costose come il Pronto Soccorso e la Rianimazione sono in modo maggioritario a carico delle strutture di proprietà pubblica. In realtà le cose non stanno così. Il numero di posti letti per acuti è infatti del 3,3 x mille abitanti e si è avuta una contrazione del numero dei posti letto per ricoveri ordinari del 15,7% e di quelli di Day Hospital del 27,9%. Il tasso di ricovero è del 93,3%, uno dei più bassi in Europa, anche se la degenza media è lievemente superiore: 7 contro 5 giorni di degenza media E’ evidente che tagliare i 25 miliardi devoluti ai privati accreditati rinunciando alle loro prestazioni non è possibili. Si tratta di attività economicamente efficienti che rappresentano un vantaggio. E’ ovvio che si deve favorire la formazione di strutture private convenzionate di dimensioni tali da poter fornire anche prestazioni di alto impegno tecnico e tecnologico e di controllare che non ci sia un meccanismo di selezione avversa (scegliere di trattare solo i casi più semplici e più economicamente favorevoli) Va allora tutto bene? Non direi proprio. Si parla di un Sistema Nazionale ma in realtà abbiamo venti Sistemi Regionali con efficacia ed efficienza molto diseguali. La spesa sanitari privata è minima nelle regioni del Nord Ovest e massima nelle isole maggiori; gli spostamenti dei pazienti sono in modo assolutamente prevalente in direzione dal Sud al Nord. Se valutiamo le reti oncologiche vediamo che le più efficienti sono localizzate in Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Piemonte e Valle d’Aosta mentre le più deboli si trovano in Calabria, Molise, Sicilia, Marche e Sardegna. Si deve quindi non solo spendere di più ma anche meglio. Cancellare la riforma del Titolo V° ci sembra assai difficile, ma almeno per il Servizio Sanitario si potrebbe lavorare su Macro Regioni. E’ necessario cambiare il paradigma organizzativo per rispondere in modo adeguato alle necessità di salute. Ad esempio programmare una Azienda che costituisca un complesso organico con un ospedale di terzo livello e altri presidi di secondo e primo livello e strutture collegate di riabilitazione e lungo degenza. La programmazione andrebbe fatta sulla base delle necessità relative ai bisogni e alla numerosità della popolazione in modo da garantire una condizione di eguale efficienza e di simili costi su tutto il territorio nazionale. Gli strumenti ci sono: una unica amministrazione anche in caso di ospedali di insegnamento, un ricorso alla telemedicina e alla intelligenza artificiale, il collegamento ad alta definizione tra le varie strutture componenti la rete e naturalmente la possibilità non solo di trasferimento di pazienti (rete oncologica, brest center, trauma center , trattamento dell’Ictus e dell’infarto del miocardio) ma anche del personale sanitario. I medici italiano sono il 4,2 x mille abitanti ma con una età media piuttosto elevata. Mancano invece gli infermieri che in Italia sono il 6,5 x mille, al di sotto della media europea dell’8,4 xmille.

Il finanziamento del SSN non ha solo un valore etico ma ha anche un ritorno economico perché una popolazione in buona salute è anche uno strumento di competitività e di accrescimento del PIL.

L’ONU con il programma One Healt da realizzare entro il 2030 consiglia un coordinamento tra attività economiche al fine di legare il miglioramento della salute alla crescita economica. In Italia dovremmo pensare ad una collaborazione tra Ministero della Salute, Ministero della Università e Ricerca Scientifica, Politiche Agricole e Politiche Sociali.

Se dobbiamo quindi rallegrarci per i risultati ottenuti in questi 48 anni, dobbiamo anche comprendere che siamo di fronte a nuove sfide che vanno affrontate per eliminare o almeno fortemente ridurre alcune iniquità di situazioni riguardanti la difesa della salute che è un bene primario tutelato dalla nostra Costituzione.

Achille Lucio Gaspari

Achille Lucio Gaspari

Professore ordinario Università Tor Vergata di Roma

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“La ripresa è fragile soffrono industria ed edilizia”

La ripresa economica, in Italia, fatica. E non poco. Anzi,…

‘Tax Day’ pesante per imprese e autonomi: 50 mld

La scorsa settimana è stata caratterizzata da un periodo nero…