Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio Crif, nel primo semestre del 2025, le frodi creditizie legate al furto d’identità sono continuate a crescere e hanno colpito in modo particolare il credito al consumo. Nello specifico i casi sono aumentati del 13,9%. L’allarme è stato lanciato dal dirigente nazionale Fabi Gabriele Urzì per il quale questa vicenda è una vera e propria emergenza sociale. La regione più colpita è risultata essere la Sicilia se si rapportano i casi di frode al credito erogato, seguita da Campania e Calabria, ed è seconda solo alla Lombardia per numero assoluto di segnalazioni. L’analisi ha evidenziato un forte incremento delle frodi di importo medio: +80% per quelle tra 3.001 e 5.000 euro e +60% tra 5.001 e 10.000 euro. La fascia tra 1.501 e 3.000 euro, in aumento del 55%, rappresenta la quota più ampia dei casi (20,1%).
Per tipologia di prodotto è il prestito finalizzato il più coinvolto (31,6%), pur registrando una lieve flessione. Sono cresciuti invece in modo marcato i prestiti personali (+55,5%) che sono arrivati a rappresentare il 30,5% dei casi. In calo significativo le frodi su mutui, credito revolving e carte di credito. Il 3% dei casi ha riguardato infine il Buy Now, Pay Later, segnale di un fenomeno in continua evoluzione.
Vittime maschili
Dal punto di vista demografico il 65,1% delle vittime è di sesso maschile. Gli under 30 risultano la fascia più colpita, con oltre un caso su cinque, mentre resta elevata anche l’incidenza tra i 41 e i 50 anni (21,8%). Urzì ha parlato della necessità di interventi strutturali: rafforzamento dei controlli sul credito, investimenti nella sicurezza digitale e campagne di informazione ed educazione finanziaria per contrastare furti d’identità, phishing e truffe online.



