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Beni confiscati, sette nuovi progetti per restituirli alle comunità

sabato, 31 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Dalle villette alla masseria: oltre 2,6 milioni di euro per iniziative sociali, culturali ed economiche sostenibili nel Sud Italia grazie alla Fondazione con il Sud e alla Fondazione CDP.

Tre villette, due appartamenti, una masseria e un fondo agricolo confiscati alla mafia tornano a vivere al servizio delle comunità locali. Sono sette i progetti di valorizzazione selezionati dalla Fondazione con il Sud nell’ambito del nuovo regolamento “a sportello” sui beni confiscati, promosso nel 2025 e rivolto agli enti di terzo settore.

Sostenibilità e socialità

L’iniziativa punta a sostenere interventi di natura sociale, culturale ed economica, capaci di garantire nel tempo la sostenibilità dei beni e la loro piena restituzione alla collettività. Quattro dei sette progetti saranno cofinanziati al 50% dalla Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che ha stanziato 750 mila euro. Il contributo si aggiunge a 1 milione e 900 mila euro messi a disposizione dalla Fondazione con il Sud, per un investimento complessivo di 2 milioni e 650 mila euro.

Progetti triennali

I progetti avranno durata triennale e saranno realizzati in Campania (due), Sicilia (due), Calabria, Sardegna e Puglia. Complessivamente coinvolgono 57 organizzazioni riunite in partenariati che includono enti di terzo settore, istituzioni, scuole, università, consorzi privati e imprese.

Condizioni di fragilità

I beni confiscati diventeranno presìdi di legalità e inclusione sociale e lavorativa, con particolare attenzione alle persone in condizioni di fragilità. Attraverso i singoli interventi saranno attivati 54 tirocini e garantiti, entro la conclusione dei progetti, 32 inserimenti lavorativi.

Enti del terzo settore

Il regolamento “a sportello” si rivolge in particolare agli enti di terzo settore che si avvicinano per la prima volta alla valorizzazione dei beni confiscati e che intendono intraprendere un percorso di impegno civile in rete. I beni interessati non devono essere stati precedentemente finanziati dalla Fondazione con il Sud e devono essere destinati a iniziative sostenibili nel tempo, capaci di favorire lo sviluppo locale e la riappropriazione del bene da parte della comunità di riferimento.

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