“Gestiamo una quantità enorme di dati, connessi non solo alle prestazioni nazionali ma anche a carriere che si sviluppano in più Paesi: per questo investiamo in sistemi sempre più sicuri e capaci di dialogare con le amministrazioni estere”. Lo dice Giuseppe Conte, neo direttore centrale Relazioni internazionali dell’Inps, intervistato da Urania Tv.
In questo scenario, “l’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di grande valore”: può “automatizzare attività ripetitive, ridurre i tempi di lavorazione” e “individuare più facilmente eventuali anomalie o incongruenze nei dati”. Ma anche “offrire ai lavoratori migranti informazioni aggiornate e pertinenti” sugli adempimenti e sulle posizioni assicurative maturate nei diversi Paesi.
Conte richiama inoltre la centralità delle competenze: “La trasformazione digitale non è solo tecnologia, ma soprattutto persone”. E guarda avanti: un welfare “sempre più digitale, interconnesso e orientato alla persona”, un “welfare generativo”, come lo definisce il presidente Inps Gabriele Fava, capace di “generare valore” in benessere, coesione e fiducia, coniugando innovazione e funzione sociale “nel pieno rispetto” di protezione dei dati e trasparenza amministrativa.



