Nasry Asfura, imprenditore e figura di spicco del Partito Nazionale, ha prestato giuramento come nuovo presidente dell’Honduras, inaugurando una fase politica segnata da un forte allineamento con l’amministrazione statunitense di Donald Trump. La cerimonia, svoltasi a Tegucigalpa davanti a migliaia di sostenitori e a una delegazione americana di alto livello, ha sancito l’ascesa di un leader che ha costruito la propria campagna su sicurezza, investimenti privati e un rapporto privilegiato con Washington.
Asfura, già sindaco della capitale e noto per il suo stile pragmatico e diretto, ha promesso un “nuovo inizio” per un Paese segnato da anni di instabilità, corruzione diffusa e migrazioni di massa. Nel suo discorso inaugurale ha annunciato un piano di riforme economiche orientate al settore privato, incentivi agli investimenti stranieri e una stretta senza precedenti contro le gang, tema centrale della sua piattaforma elettorale.
Ha inoltre ribadito l’intenzione di rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti in materia di sicurezza e controllo delle frontiere, un punto particolarmente apprezzato dalla Casa Bianca. Il sostegno esplicito di Trump, che durante la campagna aveva definito Asfura “un partner affidabile”, ha contribuito a consolidare l’immagine del nuovo presidente come figura capace di garantire stabilità e ordine. Tuttavia, l’opposizione denuncia il rischio di un’eccessiva dipendenza politica da Washington e teme un arretramento sul fronte dei diritti civili e della lotta alla corruzione.
La sfida che attende Asfura è imponente: rilanciare un’economia fragile, contenere la violenza endemica e ricostruire la fiducia nelle istituzioni. Il suo mandato si apre con grandi aspettative e altrettante incognite, mentre l’Honduras si prepara a una nuova stagione politica che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’America Centrale.



