Il tema delle trasformazioni demografiche e il futuro del sistema sanitario italiano sono stati due argomenti trattati questa mattina dal Ministro della Salute Orazio Schillaci durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Questa è un’epoca”, ha detto, “che ci chiede se siamo pronti ad affrontare le sfide che arrivano dalle continue trasformazioni tecnologiche e sociali”. E ha ricordato quindi il profondo cambiamento demografico, caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un calo delle nascite. Per il Ministro la longevità è “una sfida culturale” e rappresenta un successo straordinario di medicina e ricerca, ma ha precisato che “vivere più a lungo deve significare soprattutto vivere meglio”. E su questo ha tenuto a precisare che l’Italia è la seconda nazione al mondo per longevità e che questo primato “va preservato”.
Come? Portando avanti un cambio di paradigma del sistema sanitario che non si limiti alla sola cura delle malattie, ma sia in grado di prevenirle: “Vorrei che il primo obiettivo del Servizio sanitario nazionale fosse quello di evitare che gli italiani si ammalino”. La prevenzione, per Schillaci, non deve essere la “la cenerentola del servizio sanitario”, ma deve diventare “un pilastro della sanità del terzo millennio”.



