L’ex senatore centrista Joël Guerriau è stato riconosciuto colpevole di aver mescolato MDMA — la sostanza comunemente nota come ecstasy — nel drink della deputata Sandrine Josso con l’intento di aggredirla sessualmente. La sentenza, pronunciata dal tribunale penale di Parigi, ha inflitto all’ex parlamentare una pena di quattro anni, di cui diciotto mesi da scontare in carcere, oltre a misure accessorie e alla sospensione condizionale per la parte restante. I giudici hanno ritenuto provato che Guerriau avesse preparato lo champagne adulterato durante un incontro privato nel suo appartamento nel novembre 2023, insistendo affinché la collega lo bevesse. Secondo la ricostruzione emersa in aula, la deputata aveva iniziato a sentirsi male subito dopo aver ingerito il drink, accusando palpitazioni, sudorazione e un improvviso stato di confusione. Insospettita, aveva notato l’ex senatore maneggiare una bustina bianca in cucina, elemento poi confermato dalle analisi tossicologiche. La donna era riuscita a lasciare l’appartamento e a denunciare l’accaduto, dando avvio a un’indagine che ha portato alla scoperta della presenza di MDMA nel bicchiere. Durante il processo, Guerriau ha sostenuto che si fosse trattato di una “contaminazione accidentale”, una versione giudicata non credibile dal tribunale, che ha invece valorizzato le dichiarazioni coerenti della vittima, il contesto intimo dell’incontro e l’insistenza dell’imputato nel farle bere lo champagne. La corte ha inoltre sottolineato come il rapporto di amicizia tra i due avesse facilitato la dinamica dell’aggressione, rendendo la deputata meno sospettosa. La condanna ha suscitato forte eco politica e mediatica in Francia, riaccendendo il dibattito sulla “sottomissione chimica”, un fenomeno in crescita che negli ultimi anni ha portato alla luce casi sempre più gravi. Per Sandrine Josso, la sentenza rappresenta un “immenso sollievo” dopo oltre due anni di traumi e incertezza.



