Secondo una nota dell’Istat diramata questa mattina la fiducia dei consumatori cresce in modo più deciso di quella delle imprese. Un dato, quello comunicato dall’Istituto di statistica, riferito a questo mese di novembre. In numeri, l’aumento dell’indice di fiducia dei consumatori sale da 96,6 a 96,8 e l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese da 96,6 a 97,6. Entrando nel dettaglio dei consumatori, secondo l’Istat c’è stato un un lieve miglioramento delle opinioni sul quadro economico nazionale e sulla situazione futura, mentre le valutazioni sulla sfera corrente e personale risultano improntate a una maggiore cautela: il clima economico sale da 97,0 a 97,4 e quello futuro da 91,6 a 92,3. Il clima personale passa da 96,4 a 96,6, mentre quello corrente rimane sostanzialmente stabile.
Sul fronte delle imprese invece l’indice di fiducia aumenta in modo marcato nei servizi di mercato, passando da 100,2 a 103,4, e cresce anche nella manifattura, da 88,5 a 89,2. Ma diminuisce altresì nelle costruzioni, dove scende da 101,0 a 99,8, e soprattutto nel commercio al dettaglio, che registra un calo da 106,9 a 102,5.
Altri dati
Nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini e le aspettative sul livello della produzione, mentre emerge un accumulo delle scorte di magazzino. Nelle costruzioni gli imprenditori giudicano in deciso peggioramento il livello degli ordini e dei piani di costruzione e prevedono una stabilità del livello di occupazione. Nei servizi di mercato si osserva un netto progresso di tutte le componenti dell’indice. Nel commercio al dettaglio, invece, si stima un peggioramento significativo sia nelle valutazioni sulle vendite correnti e prospettiche, sia nel giudizio sulle giacenze di magazzino. Secondo l’Istat comunque “nel primo mese del 2026 si osserva un leggero miglioramento del clima di opinione dei consumatori e uno più deciso delle imprese”. L’evoluzione favorevole di quest’ultimo è stata trainata soprattutto dal comparto dei servizi di mercato e, in misura minore, da quello manifatturiero. Nel commercio al dettaglio, invece, le valutazioni degli imprenditori risultano complessivamente negative sia nella grande distribuzione sia in quella tradizionale.
Quanto ai consumatori il lieve aumento dell’indice è sostenuto dalle attese sulla situazione economica generale, comprese quelle sulla disoccupazione, dai giudizi sulla situazione economica personale e dal miglioramento delle opinioni sull’opportunità e possibilità di risparmiare.



