Il 28 gennaio si celebra la Giornata europea della protezione dei dati personali, istituita dal Consiglio d’Europa per sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sull’importanza della tutela delle informazioni personali nell’era digitale. In un contesto in cui la vita quotidiana si intreccia costantemente con le tecnologie, dallo studio al lavoro, dalla comunicazione ai consumi, la protezione dei dati non è più soltanto un tema tecnico o giuridico, ma una vera e propria competenza civica.
Competenze digitali per una cittadinanza consapevole
La capacità di utilizzare le tecnologie in modo sicuro e responsabile è oggi una componente fondamentale dell’educazione. La scuola gioca un ruolo decisivo nel formare cittadini digitali in grado di riconoscere i rischi, valutare le fonti, gestire la propria identità online e rispettare quella degli altri. Imparare a proteggere i propri dati significa anche comprendere il valore delle informazioni personali, sapere come vengono raccolte, archiviate e utilizzate e quali diritti garantiscono gli strumenti di tutela, come il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
Orientarsi nell’era dell’informazione
L’iperconnessione e la sovrapproduzione di contenuti pongono nuove sfide educative. Ogni giorno siamo esposti a una quantità enorme di informazioni, spesso non verificate o manipolate. La diffusione di fake news, la personalizzazione spinta degli algoritmi e il tracciamento potenzialmente pervasivo delle nostre abitudini contribuiscono a plasmare la percezione della realtà e i nostri comportamenti, minacciando la qualità del dibattito pubblico e la fiducia collettiva nelle istituzioni. Per questo motivo sviluppare il pensiero critico e la consapevolezza digitale è essenziale per orientarsi, distinguere tra informazione attendibile e contenuti fuorvianti, per difendere la propria libertà di scelta e di opinione.
Disinformazione, tracciamento e uso consapevole della tecnologia
La quantità di dati generata quotidianamente cresce in modo esponenziale. Per orientarsi in questo ecosistema informativo non basta saper usare la tecnologia. Serve imparare a interpretarla, leggere criticamente le fonti e decodificare i meccanismi che influenzano opinioni e scelte.
Come ha ricordato più volte Padre Paolo Benanti, teologo ed esperto di etica della tecnologia: “La privacy non è solo un diritto individuale, è un presupposto della libertà. Senza consapevolezza digitale, non c’è vera democrazia”. Parole che sintetizzano la sfida educativa contemporanea: insegnare a comprendere la tecnologia prima di subirla, costruendo un equilibrio tra innovazione, etica e diritti umani.
Una giornata per ricordare il valore della privacy
Dedicare una giornata alla protezione dei dati significa riaffermare un principio di libertà: il diritto a mantenere il controllo su ciò che ci riguarda. Ogni scelta online lascia tracce, ma ciascuno può contribuire a costruire un ambiente digitale più sicuro attraverso comportamenti responsabili e informati. La Giornata europea della protezione dei dati personali invita tutti – studenti, docenti, famiglie e cittadini – a riflettere su come la cultura della privacy e la padronanza degli strumenti digitali possano diventare alleate della democrazia e del rispetto reciproco nella società dell’informazione.
E’ stata istituita nel 2006 dal Consiglio d’Europa per ricordare la firma, nel 1981, della Convenzione 108, il primo trattato internazionale vincolante dedicato alla tutela delle persone rispetto al trattamento automatizzato dei dati personali. Oggi, nel pieno dell’era digitale, questa ricorrenza assume un significato ancora più profondo. Non si tratta solo di proteggere la privacy, ma di promuovere una cultura del dato che unisca responsabilità individuale, rispetto dei diritti fondamentali e competenze digitali diffuse.
Il contesto normativo: dal GDPR alla cittadinanza digitale
A livello europeo, il riferimento principale in materia è il Regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati personali, noto come GDPR, che ha introdotto principi cardine quali trasparenza, consenso consapevole e diritto all’oblio. In Italia, il quadro normativo è garantito dal Codice in materia di protezione dei dati personali (D.lgs. 196/2003, come modificato dal D.lgs. 101/2018) e dalle attività di promozione e controllo svolte dal Garante per la protezione dei dati personali.
In ambito scolastico le linee guida e i programmi ministeriali sottolineano come la tutela dei dati sia parte integrante delle competenze di cittadinanza digitale, previste anche dal Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e dal Piano Nazionale per l’Educazione ai Media e all’Informazione (PNEMI).
Educazione e consapevolezza: il ruolo della scuola
La scuola ha un ruolo cruciale nel formare cittadini capaci di muoversi con consapevolezza nello spazio digitale. Proteggere i propri dati non significa solo difendersi, ma anche comprendere il valore dell’informazione, come viene raccolta, archiviata e utilizzata da piattaforme e servizi online. Molte scuole aderenti ai programmi “Generazioni Connesse” e “Safer Internet Centre Italia”, promossi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e coordinati insieme al Garante Privacy, conducono attività dedicate proprio a questi temi, stimolando nei giovani una riflessione attiva sul valore dei propri dati e sull’impatto etico delle scelte digitali.



