36.500 iraniani uccisi nelle sole giornate dell’8 e 9 gennaio durante la repressione delle proteste da parte del regime degli Ayatollah. È il dato tragico riferito oggi da ‘Iran International’, media dell’opposizione che ha sede a Londra. Una stima, spiega ‘Iran International’, basata su documenti riservati, rapporti sul campo e testimonianze raccolte da personale medico, testimoni diretti e familiari delle vittime. Citate anche due fonti interne al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano.
Entrando ancora di più nello specifico, in due rapporti dell’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, datati rispettivamente 22 e 24 gennaio, il numero delle vittime veniva indicato prima come superiore a 33.000 e successivamente come superiore a 36.500.
Numeri che, sempre secondo l’emittente, dimostra quanto accaduto sia “il più grande e sanguinoso massacro di civili durante proteste di piazza, in un periodo di due giorni, nella storia del Paese”. Sempre oggi la rivista americana ‘Time’ aveva parlato invece di 30.000 morti.



