TikTok ha ufficializzato la separazione delle sue attività statunitensi, completando un accordo che trasferisce la maggioranza del controllo a una cordata di investitori non cinesi. La nuova entità, denominata TikTok USDS Joint Venture, sarà guidata da società americane come Oracle, Silver Lake e il fondo emiratino MGX, ciascuna con una quota del 15%, mentre ByteDance manterrà una partecipazione di minoranza. L’intesa chiude una saga durata sei anni, segnata da tensioni politiche, ricorsi legali e minacce di ban. La Casa Bianca ha salutato l’operazione come una vittoria strategica: Donald Trump ha dichiarato di essere “felice di aver contribuito a salvare TikTok”, ringraziando il presidente cinese Xi Jinping per aver approvato l’accordo e per la collaborazione nel portare a termine la ristrutturazione. Secondo gli analisti, la nuova struttura societaria mira a rassicurare Washington sulla gestione dei dati degli utenti americani, tema centrale dello scontro tra Stati Uniti e Cina. La joint venture, infatti, avrà il compito di garantire la sicurezza delle informazioni, supervisionare gli algoritmi e mantenere le operazioni indipendenti dalla casa madre cinese. Nonostante la conclusione dell’accordo, restano aperti interrogativi sul futuro del social: la piattaforma dovrà dimostrare di poter operare in un contesto politico ancora instabile, mentre gli investitori americani si preparano a gestire un ecosistema da oltre 200 milioni di utenti negli Stati Uniti. Per ora, però, la mossa segna un punto di svolta: Tik Tok evita il blocco, gli Stati Uniti ottengono maggior controllo e la Cina mantiene un ruolo, seppur ridimensionato, nella governance della piattaforma.



