L’astronauta Suni Williams, veterana della NASA e una delle figure più amate del corpo astronautico statunitense, andrà ufficialmente in pensione alla fine dell’anno. La decisione arriva pochi mesi dopo il suo rientro sulla Terra, al termine di una delle missioni più travagliate della storia recente dell’agenzia: un soggiorno nello spazio durato 9 mesi, invece degli otto giorni previsti, a causa dei problemi tecnici della navicella Boeing Starliner. Williams, 59 anni, era partita insieme al collega Barry “Butch” Wilmore per un volo di prova della capsula, ma un guasto al sistema di propulsione aveva reso impossibile il rientro programmato, costringendo i due astronauti a un’estensione forzata della permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale. In totale, i giorni trascorsi in orbita sono stati 286, ben 278 in più del previsto. Durante la lunga permanenza, Williams ha continuato a lavorare a bordo della ISS, partecipando a esperimenti scientifici e attività di manutenzione, mentre a Terra ingegneri e tecnici cercavano una soluzione per riportare l’equipaggio a casa in sicurezza. Il rientro è avvenuto solo nel marzo 2025, con un veicolo alternativo, dopo mesi di analisi e valutazioni. Il prolungato soggiorno nello spazio ha avuto anche conseguenze fisiche: come spiegano gli esperti, nove mesi in microgravità possono alterare circolazione, densità ossea e percezione sensoriale, effetti osservati sia su Williams sia su Wilmore al momento del ritorno. La NASA ha annunciato che la pensione dell’astronauta diventerà effettiva a dicembre 2026, chiudendo una carriera iniziata nel 1998 e costellata di record, tra cui il primato femminile per numero di ore totali trascorse in attività extraveicolare. Il collega Wilmore aveva lasciato l’agenzia già nell’estate precedente.
