Le Alpi austriache hanno vissuto una delle giornate più tragiche della stagione invernale: otto persone sono morte in sole 24 ore, travolte da una serie di valanghe che hanno colpito diverse regioni del Paese. Le autorità parlano di un bilancio “drammatico” e invitano alla massima prudenza, mentre i soccorritori continuano a monitorare pendii considerati ancora instabili. Secondo quanto riportato dall’agenzia AGI, tre delle vittime sono sciatori cechi sorpresi da una valanga nel distretto di Murtal, in Stiria. Il gruppo, composto da sette persone, è stato investito da una massa di neve che ha completamente seppellito tre di loro. Nonostante l’intervento immediato dei soccorsi, non è stato possibile salvarli. Altri episodi si sono verificati nella Valle di Grossarl, nella regione di Salisburgo, e a Bad Hofgastein, dove ulteriori valanghe hanno travolto sci‑alpinisti e gruppi in escursione. Le autorità locali confermano che oltre 200 soccorritori e diversi elicotteri sono stati mobilitati per le operazioni di ricerca e recupero. Il rischio valanghe era stato segnalato come elevato, con un livello di pericolo pari a 3 su 5, aggravato dalle recenti nevicate e dagli accumuli causati dal vento. Nonostante gli avvisi, molti appassionati hanno scelto di avventurarsi fuori pista, aumentando l’esposizione ai distacchi spontanei. Il fine settimana, sottolineano i servizi di soccorso alpino, è stato uno dei più letali degli ultimi anni: solo sulle Alpi austriache si contano otto vittime, mentre il bilancio complessivo sulle Alpi europee — includendo Francia e Svizzera — sale a 17 morti nell’arco di pochi giorni. Le autorità invitano ora alla massima cautela, ricordando che le condizioni restano instabili e che ulteriori distacchi non possono essere esclusi. Intanto, le comunità locali piangono le vittime di una tragedia che riporta al centro il tema della sicurezza in montagna, soprattutto in una stagione segnata da condizioni meteorologiche imprevedibili.


