La crisi attorno a Grok, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da xAI di Elon Musk, raggiunge un punto di svolta: Malesia e Indonesia sono diventati i primi Paesi al mondo a bloccare l’accesso allo strumento, dopo una serie di casi in cui l’IA è stata utilizzata per generare immagini sessualmente esplicite e deepfake non consensuali, spesso a partire da fotografie reali. Le autorità indonesiane hanno annunciato il blocco temporaneo il 10 gennaio 2026, citando il rischio di diffusione di contenuti pornografici generati dall’IA e la necessità di proteggere donne, bambini e l’intera comunità dai deepfake prodotti tramite Grok. La Malesia ha seguito a ruota, denunciando “ripetuti fallimenti” da parte di X Corp nel prevenire la creazione e la circolazione di immagini sessualizzate, incluse rappresentazioni di minori. Secondo Euronews, il chatbot era già sotto osservazione in Europa, Regno Unito, India e Francia per la facilità con cui veniva sfruttato per generare contenuti sessuali non consensuali, nonostante le tutele dichiarate da xAI. L’azienda ha ammesso di aver dovuto limitare la generazione e modifica di immagini ai soli abbonati paganti, nel tentativo di correggere falle nei sistemi di sicurezza che avevano permesso la produzione di output sessualizzati, compresi deepfake di bambini in abiti succinti. Il caso ha acceso un dibattito globale sulla regolamentazione delle IA generative. Nel Regno Unito, l’autorità Ofcom ha aperto un’indagine formale su X per possibile violazione dell’Online Safety Act, accusando la piattaforma di non aver impedito la creazione e la diffusione di immagini sessualizzate di donne e minori tramite Grok.

