A più di una settimana dalla strage di Crans-Montana, costata la vita a 40 persone, tra cui sei adolescenti italiani, la Procura di Sion ha disposto ieri l’arresto del proprietario del locale, Jacques Moretti. La moglie, Jessica Maric, è stata sottoposta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. I provvedimenti sono stati motivati dal concreto pericolo di fuga e sono arrivati dopo l’interrogatorio dei due per la prima volta in qualità di indagati.

La decisione della magistratura è maturata nel giorno della commemorazione ufficiale delle vittime a Martigny, in Svizzera. Alla cerimonia hanno partecipato il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il Presidente francese Emmanuel Macron. A Roma, nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, si è svolta invece una messa in memoria delle vittime alla presenza del Premier Giorgia Meloni, di esponenti del Governo e dei leader dell’opposizione.
La svolta dell’inchiesta
La svolta investigativa, preannunciata giovedì dalla procuratrice Beatrice Pilloud, ha portato quindi all’arresto di Jacques Moretti, contitolare del lounge-discoteca ‘Le Constellation’, dove nella notte di Capodanno un incendio ha provocato 40 vittime. Secondo la Procura generale del Cantone Vallese, l’arresto si è reso necessario per il rischio che l’indagato potesse lasciare la Confederazione elvetica, alla luce delle sue dichiarazioni, del percorso di vita e della situazione personale in Svizzera e all’estero. Moretti e la moglie sono stati interrogati per oltre sei ore alla presenza dei rispettivi difensori e dei legali delle famiglie delle vittime costituitesi parti civili. Al termine dell’udienza, dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, il Tribunale ha disposto la custodia cautelare in carcere per Moretti. Per Jessica Maric, contitolare del locale, il pubblico ministero ha ritenuto sufficienti misure sostitutive, considerate la sua storia personale e i legami sul territorio.

All’uscita dalla Procura di Sion, Maric ha espresso scuse rivolte alle vittime e ai feriti. Le indagini, ha precisato la procuratrice Pilloud in una nota, proseguono per accertare le circostanze dell’incendio e le eventuali responsabilità.
Le reazioni delle famiglie
Tra i primi commenti all’arresto, quello di Umberto Marcucci, padre di un giovane ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, che ha definito il provvedimento “un atto dovuto”, sottolineando però che l’attenzione della famiglia resta concentrata sulle condizioni del figlio. Parole simili sono arrivate dai genitori di Riccardo Minghetti, incontrati a Roma prima della messa in memoria: l’arresto è stato definito un passaggio necessario nel percorso di riconoscimento delle responsabilità.
La commemorazione in Svizzera

A Martigny si è invece svolta la cerimonia ufficiale in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana. In tutta la Svizzera è stato osservato un minuto di silenzio, seguito dal suono delle campane nei luoghi di culto dei vari cantoni. Alla commemorazione hanno partecipato, tra gli altri, la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il Granduca Henri di Lussemburgo e il Primo Ministro belga Bart De Wever. Mattarella ha richiamato il tema della giustizia (“Questa tragedia la impone”) e ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime e ai giovani feriti ancora ricoverati negli ospedali europei. In mattinata il Capo dello Stato aveva fatto tappa all’ospedale di Zurigo per incontrare alcune delle famiglie italiane.
Le iniziative in Italia
A Roma, durante la messa nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, il Cardinale Baldo Reina ha richiamato la necessità di tutelare la sicurezza dei giovani nei luoghi di aggregazione. Alla funzione erano presenti membri del governo, tra cui il Sottosegretario Alfredo Mantovano e i Vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, e numerosi rappresentanti delle forze di opposizione come Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi. Il Governo ha inoltre garantito alle famiglie delle vittime il sostegno dell’Avvocatura dello Stato, mentre i parenti stanno valutando la possibilità di procedere con un unico legale nel procedimento penale che si aprirà in Svizzera.
Le indagini
Sul fronte istituzionale da più parti è stato ribadito il tema dei controlli di sicurezza nei locali aperti al pubblico. In Svizzera il Presidente della Confederazione Guy Parmelin ha sottolineato il dovere delle autorità di accertare le carenze e di trarre insegnamenti per il futuro. In Italia, esponenti politici e del mondo della formazione hanno richiamato l’attenzione sull’educazione alla percezione del rischio e sulla prevenzione.



