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Dario Costantini, Presidente Cna

Cna: l’incertezza frena artigiani e piccole imprese, ma cresce l’ottimismo tra i giovani

Imprese, il 53% non fa previsioni per il 2026. Migliora il sentiment nel Mezzogiorno e negli under 40. Pesano costi energetici, carenza di personale e concorrenza sleale.
giovedì, 8 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

È ancora l’incertezza a dominare le aspettative economiche di artigiani e piccole imprese italiane per l’anno appena iniziato. Secondo l’indagine annuale della Confederazione nazionale degli artigiani (Cna), condotta su un campione rappresentativo di oltre 2.500 imprese, il 53% degli imprenditori sceglie di non formulare previsioni. All’interno di questo quadro prudente emergono tuttavia segnali di cambiamento. Gli imprenditori ottimisti (23,8%) superano infatti quelli pessimisti, con una crescita significativa della fiducia tra gli under 40.

Clima di incertezze internazionali

Migliora anche il sentiment nel Mezzogiorno, mentre restano centrali le criticità strutturali: carenza di personale, alti costi dell’energia e concorrenza sleale. Il clima di incertezza è alimentato soprattutto dal contesto internazionale, segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e dalle politiche commerciali delle principali potenze economiche, Stati Uniti e Cina. In questo scenario quasi un imprenditore su quattro prevede una crescita dell’economia italiana, mentre il 23,2% si attende un andamento negativo.

Risultati, previsioni peggiori

Le previsioni diventano ancora più caute quando si guarda alla propria impresa: oltre il 58% degli imprenditori non si sbilancia. Cresce la quota di chi prevede un peggioramento dei risultati aziendali (26,1%), mentre solo il 15,5% si aspetta un miglioramento. Un’impresa su tre prevede una contrazione del fatturato, in particolare sul fronte delle esportazioni. Quasi il 40% stima una riduzione degli investimenti e soltanto una su sei programma un aumento della spesa in beni strumentali. Sul fronte occupazionale prevale la stabilità: il 70% prevede organici invariati, il 20% una riduzione e il 10% un aumento dei dipendenti.

I settori in difficolta

Dal punto di vista settoriale, le aspettative più negative riguardano la manifattura, penalizzata soprattutto dalle difficoltà dell’automotive e del tessile-abbigliamento. Nei servizi si registra un equilibrio tra giudizi positivi e negativi, mentre nelle costruzioni prevale un orientamento positivo, indicato da oltre il 30% delle imprese. A livello territoriale, il Mezzogiorno mostra un deciso miglioramento rispetto allo scorso anno: il 35% delle imprese prevede un andamento positivo dell’economia e il 26% guarda con fiducia ai risultati della propria azienda. Le previsioni più negative si concentrano invece nelle regioni del Centro.

Sale l’età, crescono i dubbi

L’analisi per classi di età evidenzia un aumento del pessimismo con il crescere dell’età degli imprenditori. In controtendenza gli under 40: poco oltre il 30% prevede un ciclo economico positivo e quasi il 40% stima per il 2026 risultati aziendali in crescita.

L’ottimismo degli under 40

La nostra indagine”, afferma il presidente della Cna, Dario Costantini, “conferma che anche quest’anno prevale l’incertezza. Tuttavia, le imprese con aspettative positive superano quelle che prevedono un peggioramento, grazie soprattutto agli imprenditori under 40. Restano centrali le criticità legate ai costi dell’energia, alla concorrenza sleale e alla carenza di personale”.

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