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Finpromoter rilancia sul credito alle PMI: più consulenza, meno burocrazia e prestiti su misura

Credito alle imprese del commercio, un nuovo sito pensato per le micro e piccole attività
mercoledì, 7 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Non solo un restyling grafico, ma un vero e proprio cambio di passo nel modo di dialogare con le imprese. Finpromoter ha presentato il nuovo sito istituzionale come parte di una strategia più ampia di rinnovamento, orientata a rendere il credito più accessibile, sostenibile e vicino alle esigenze concrete delle micro, piccole e medie imprese del commercio e dei servizi. La nuova piattaforma digitale nasce con l’obiettivo di essere moderna e performante, ma soprattutto semplice e centrata sull’esperienza dell’utente. La tecnologia resta volutamente “dietro le quinte” per lasciare spazio a ciò che per Finpromoter fa la differenza: la relazione con l’imprenditore e la qualità della consulenza. Un approccio coerente con il ruolo che la società intende giocare nel mercato del credito, come soggetto complementare alle banche tradizionali.

Credito e imprese

Il tema del credito alle PMI è stato al centro anche del “Finance Day Italia 2025”, svoltosi a Milano, evento organizzato da Innexta. Ad aprire i lavori è stato Paolo Ferrè, presidente di Finpromoter e di Innexta, che ha lanciato un messaggio chiaro: “Trattare le micro, piccole e medie imprese come un insieme indistinto non aiuta a comprendere davvero ciò che sta accadendo e non favorisce la crescita dimensionale delle imprese italiane”.

Quale finanza per le imprese

Un invito a rivedere non solo l’analisi dei dati, ma anche le politiche pubbliche di sostegno al credito, a partire dal Fondo di Garanzia. Nel corso della giornata, il professor Giancarlo Guidi del Politecnico di Milano ha presentato l’ottava edizione del Quaderno di ricerca “La finanza alternativa per le PMI in Italia”. I numeri mostrano segnali di miglioramento, ma il divario rispetto ai circa 300 miliardi di euro di credito bancario venuti meno dal 2008 resta ampio. Particolarmente critica la situazione delle micro e piccole imprese, il cui credito è sceso da 170 miliardi nel 2009 a poco più di 90 miliardi nel 2025.

Differenziare, utile e necessario

Secondo Ferrè, la chiave per invertire la tendenza è la differenziazione: “Le medie imprese hanno accesso sia al credito bancario sia agli strumenti di finanza alternativa. Le micro e piccole imprese, invece, hanno ancora bisogno soprattutto di credito bancario e di operatori specializzati che sappiano leggere correttamente il loro profilo”. In questo contesto, realtà fintech come Banca AideXa, Endeka SGR e la stessa Finpromoter possono svolgere un ruolo di supporto, senza però immaginare che strumenti come crowdfunding o minibond diventino soluzioni strutturali per le attività più piccole.

Fondo di garanzia

Sul fronte delle politiche pubbliche, Ferrè sottolinea la necessità di un uso più mirato del Fondo di Garanzia: “Oggi le risorse vanno indirizzate verso imprese sane ma meno “leggibili”, come ditte individuali e società con bilanci semplificati. Qui l’asimmetria informativa è elevata e la garanzia pubblica resta fondamentale”. Tra le ipotesi, un ritorno a una configurazione pre-Covid del Fondo, con correttivi specifici per micro e piccole imprese, e un rafforzamento delle garanzie di portafoglio.

Finanziamenti rapidi

A evidenziare il ruolo operativo di Finpromoter è il direttore generale Pierpaolo Ciuoffo: “Il credito diretto erogato da operatori specializzati è oggi un complemento essenziale al credito bancario. Le banche hanno un vantaggio competitivo sui costi, ma noi possiamo semplificare la burocrazia, accorciare i tempi e restare vicini all’imprenditore”. Un vantaggio che, in molti casi, si traduce nella possibilità di cogliere opportunità di mercato altrimenti perse, come nel caso di un’impresa del settore gelati che ha potuto ampliare il laboratorio in tempo per la stagione estiva grazie a un finanziamento rapido.

Ruolo delle Regioni

Ciuoffo guarda anche al ruolo delle istituzioni territoriali: “Le regioni dispongono di risorse europee importanti. Quando queste vengono utilizzate per ridurre il costo dei finanziamenti alternativi, l’effetto è positivo: il mercato diventa più competitivo e anche le banche sono incentivate a sostenere maggiormente micro e piccole imprese”.

Impegno concreto

Nel concreto, Finpromoter mette oggi a disposizione delle imprese del sistema Confcommercio finanziamenti fino a 250 mila euro e cinque anni per investimenti e liquidità, strumenti di supply chain finance per il B2B, accordi con fintech e banche per operazioni fino a 1,5 milioni di euro. A fare da cornice, il nuovo sito finpromoter.it, pensato come punto di accesso semplice e diretto a un modello di credito costruito sulle esigenze reali delle PMI. “Le imprese”, conclude Ciuoffo, “hanno bisogno di soluzioni chiare, rapide e di una consulenza che le accompagni lungo tutto il percorso, non solo al momento della richiesta di finanziamento”.

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