Il rientro in Italia delle salme avvenuto ieri ha segnato una tappa dolorosa nella vicenda della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, che ha coinvolto decine di giovani e colpito duramente anche il nostro Paese. Cinque dei sei ragazzi italiani morti nell’incendio sono tornati a casa, mentre le famiglie attendono l’esito delle indagini e chiedono che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Parallelamente, resta alta l’attenzione sulle condizioni dei feriti, alcuni dei quali lottano ancora tra la vita e la morte. Sono rientrate in Italia le salme di Achille Barosi, Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Riccardo Minghetti. La sesta vittima, Sofia Prosperi, italo-svizzera residente a Lugano, sarà invece salutata con le esequie nella città elvetica, dove viveva.
“Io confido che i familiari avranno giustizia”. A dirlo è stato l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, intervenendo alla trasmissione ‘Diario del giorno’ su Rete4. Cornado ha riferito di un impegno diretto delle autorità elvetiche, che hanno assicurato indagini “a tutto campo”, a partire dalle ispezioni condotte nei luoghi della tragedia, dalle quali sarebbe emerso che le condizioni risultavano formalmente regolari. L’Ambasciatore ha inoltre annunciato incontri con le autorità governative e giudiziarie svizzere: l’obiettivo, ha spiegato, è garantire che venga accertata la verità e che eventuali responsabilità siano individuate.
Il rientro delle salme
Il rientro delle salme è avvenuto in più fasi. All’aeroporto militare di Milano Linate sono giunti i feretri di Barosi, Costanzo, Tamburi e Galeppini. Le due vittime milanesi resteranno in città in attesa della camera ardente e dei funerali, mentre i feretri di Tamburi ed Emanuele Galeppini sono stati trasferiti rispettivamente a Bologna e Genova. All’aeroporto di Ciampino è arrivata invece, a bordo di un C-130 dell’Aeronautica Militare, la salma di Riccardo Minghetti, studente romano di 16 anni. Dopo la benedizione, il feretro è stato affidato al carro funebre diretto a Roma. I funerali si svolgeranno domani nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo. Alla cerimonia di Ciampino erano presenti il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Prefetto di Roma Lamberto Giannini e il Capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. La presenza delle istituzioni ha accompagnato il rientro delle salme e il primo momento di raccoglimento delle famiglie.
Il bilancio complessivo per i cittadini italiani coinvolti nella tragedia è di 20 persone: 6 decedute e 14 ferite. Uno dei feriti è ancora ricoverato in Svizzera e non è al momento trasportabile. Undici pazienti sono stati trasferiti all’Ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento per la cura delle gravi ustioni. Cinque di loro sono ricoverati nel Centro grandi ustioni e sei in Terapia intensiva. Tre pazienti sono considerati in condizioni particolarmente critiche. “Nelle prossime settimane avremo una vera e propria battaglia per questi pazienti”, ha spiegato Giampaolo Casella, Direttore di Anestesia e Rianimazione del Niguarda, chiarendo che i percorsi di cura saranno lunghi, con ulteriori interventi chirurgici e il rischio di complicanze legate alle inalazioni di fumi.
Collaborazione
La gestione dell’emergenza ha richiesto una cooperazione internazionale articolata. Ciciliano ha spiegato che, quando la gestione ordinaria dei soccorsi in Svizzera non è più stata sufficiente, il supporto dell’Italia e dei Paesi confinanti è diventato decisivo. Le Regioni italiane hanno messo a disposizione posti letto ad altissima intensità di cura e farmaci specifici. I trasferimenti sono avvenuti principalmente in elicottero, favoriti dalla vicinanza al confine e da condizioni meteo favorevoli, consentendo di ridurre i tempi di trasporto e di garantire ai pazienti le migliori possibilità di cura.
Sul fronte politico, Tajani ha ringraziato l’ambasciata, il consolato e l’unità di crisi della Farnesina per il lavoro svolto, ribadendo che le autorità svizzere hanno assicurato piena collaborazione per accertare la verità. Nelle città di provenienza delle vittime, le istituzioni locali hanno espresso cordoglio e vicinanza alle famiglie, mentre prosegue l’assistenza ai feriti e ai loro familiari. In attesa degli sviluppi giudiziari, il Paese resta sospeso tra il dolore per le vite spezzate e la richiesta di risposte chiare su una tragedia che ha segnato profondamente l’inizio dell’anno.



